Assisi - BIOFest: quando il ''bio'' è in armonia con la natura e col messaggio francescano

biofest 2010 04/10/2010 -

Il Cantico delle creature “Magna Charta” di ecologia e biologico. La manifestazione sui prodotti locali naturali e “bio” ha fatto tappa nel fine settimana ad Assisi, con una tavola rotonda sull'amore per la natura.



Le radici della spiritualità francescana sono le stesse della vera ecologia e dell’agricoltura biologica”: è il messaggio lanciato dalla tavola rotonda “L’amore per la natura, dalla spiritualità francescana alla cultura del biologico” che ha aperto ad Assisi (Palazzo Vallemani) la tre giorni (dal 2 al 4 ottobre) di Biofest, la manifestazione della Provincia di Perugia dedicata all’agricoltura biologica ed alla promozione del territorio.

“Forse l’Umbria ha qualche problema in meno di altre regioni – ha detto l’assessore provinciale al Turismo e Ambiente, Roberto Bertini – ma l’ambiente è una partita che riguarda tutti e le istituzioni sono chiamate a fare squadra nel creare la cultura del rispetto. Oggi sono ancora tanti coloro che producono danni e la sfida è fare dell’ambiente solo una risorsa e non una criticità. E per farlo, occorre ripartire dalle scuole per far capire l’importanza della tutela del patrimonio naturale e ambientale”.

Il saluto della città è stato offerto dall’assessore comunale di Assisi allo Sviluppo economico, Franco Brunozzi, per il quale sono molteplici le connessioni tra natura, San Francesco, turismo e prodotti biologici. “Ma c’è ancora da fare per sensibilizzare la società sui temi della salute e dell’alimentazione, per indirizzare ad esempio i consumi verso il biologico ed il rispetto dell’ambiente”.

L’incontro ha offerto un excursus tra aspetti mistici, filosofici ed economici.

Per Padre Egidio Canil, vicario del Sacro convento di Assisi, “le radici della spiritualità francescana sono le stesse del biologico anche se il punto di vista di San Francesco è molto diverso da quello dei moderni animalisti, ambientalisti ed ecologisti”.

San Francesco come ambientalista ante litteram”. È il pensiero di Pina Eramo, presidente Anabio, che ha proposto un parallelo tra lo spirito francescano e quello del “padre” del biologico, Rudolf Steiner. “Il suo modello di sviluppo non parla mai di natura abbandonata a se stessa ma dell’uomo che interagisce assecondandola”.

Giampietro Primieri, dirigente del Settore regionale Politiche agricole, ha ricordato come in Umbria il 10% della superficie agricola utile sia coltivata da circa 1.500 aziende biologiche. “Le quali, però non sempre riescono a vendere i loro prodotti e non sempre le famiglie umbre se li possono permettere: occorre sostenere la cultura del biologico. Non solo tramite le risorse la Regione, anche veicolando fondi Ue, destina al settore, ma mettendo a sistema tutte le componenti, istituzioni, produttori, scuola, formazione e promozione”.






Questo è un articolo pubblicato il 04-10-2010 alle 00:00 sul giornale del 05 ottobre 2010 - 682 letture

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