Assisi - Botta e risposta tra Ricci e Matarangolo sull'inquinamento dei pozzi

pozzi 2' di lettura 14/10/2010 -

Ampio ordine del giorno presentato da PD e UdC e inerente alle “emergenze che investono il territorio”, tra le quali la questione della contaminazione dei pozzi privati, che ha acceso il dibattito del consiglio comunale svoltosi mercoledì 13 ottobre 2010.



“Gran parte del territorio comunale – ha esordito il sindaco Claudio Ricci – è servito da acquedotti pubblici. Si riscontrano, tuttavia, casi in cui è fatto divieto di utilizzare acqua da pozzi privati, in zona agricola o cosiddetta ‘suburbana’.
Il Comune ha sollecitato la realizzazione di alcuni tratti di acquedotti nei quali, sia in precedenza sia di recente, si sono riscontrate problematiche di inquinamento a causa delle quali sono state emesse numerose ordinanze di divieto.
L’ATO ha già dato il via a diversi interventi nelle zone interessate, e a breve provvederà ad intraprenderne altri due nelle zone di Rivotorto e Capodacqua.
Credo – ha concluso il sindaco – che l’amministrazione, nel bilancio 2011, dovrebbe inserire un capitolo, che potrebbe essere chiamato “fondo speciale per l’acqua”, da poter utilizzare per la realizzazione di sistemi di depurazione dei pozzi privati e/o a supporto di acquedotti da realizzare in tempi rapidi”.

“Nascondersi dietro alle competenze dell’ATO – ha replicato il consigliere de La Mongolfiera Franco Matarangolo – significa abdicare al proprio ruolo di autorità sanitaria. Il sindaco non deve tirarsi indietro, deve porsi bensì come elemento trainante del dibattito con tutti gli organismi competenti (Ambito Territoriale Ottimale, Provincia e Regione) per mettere sul tavolo l’argomento e risolverlo concretamente.
Non è – ha proseguito – una questione marginale, di qualche singolo pozzo, ma una vera e propria emergenza: sono più di cento i pozzi interessati, spesso essenziali per uso agricolo e domestico.
Nessuno vuole allarmare e spaventare i cittadini, ma non si deve nascondere la polvere sotto il tappeto. Indubbiamente servono fondi per fronteggiare l’emergenza, ma ci sono degli strumenti per questo tipo di situazioni, come la dichiarazione dello stato di calamità.
Noto – ha concluso Matarangolo – un atteggiamento di sottovalutazione e superficialità, ma non è così che si comporta un’amministrazione cosciente, consapevole e responsabile: discutiamo e uniamo le nostre forze, poiché è necessario agire per tutelare i cittadini”.






Questo è un articolo pubblicato il 14-10-2010 alle 00:16 sul giornale del 15 ottobre 2010 - 715 letture

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