Viole - Ex scuola elementare: parlano i ragazzi del paese

i giovani ragazzi di viole di assisi 16/10/2010 -

Dopo l’assemblea pubblica tra i cittadini e la giunta comunale, svoltasi a Viole lunedì 10 ottobre 2010, i ragazzi della frazione si sono dichiarati delusi e amareggiati: “l’incontro è stato inutile. La giunta ha glissato sulle domande più importanti che abbiamo posto loro più volte”.



“All’amministrazione – hanno affermato i ragazzi – non interessa cosa abbiamo da dire, non interessa cercare un accordo, i giochi sono fatti: loro hanno già deciso sulla nostra pelle e in barba al nostro volere, e ciò è ingiusto e antidemocratico.

Siamo stati accusati – hanno proseguito – di esserci mossi tardi, ma questo non è vero: è l’amministrazione ad essersi mossa con anni di ritardo, anni in cui il paese ha continuato a vivere e si è evoluto. Molto tempo fa il progetto è stato sottoposto ai cittadini di Viole ed è stato accettato di buon grado, poiché allora, ai fini dell’aggregazione, era sufficiente il bar, l’edificio scolastico era praticamente in disuso e il campo sportivo necessitava di sistemazione.

Ma da qualche anno a questa parte – hanno spiegato – noi ragazzi ci siamo rimboccati le maniche per animare un paese che è costituito da famiglie e che cerchiamo di unire, facendo da mediatori fra giovani, adulti e anziani con tante attività diverse: dagli spettacoli teatrali alle mostre, al palio, alle feste.
L’esigenza di un luogo di ritrovo e di lavoro, quindi, è venuta fuori solo di recente, ma ciò non sminuisce la sua importanza.

Il progetto del campo sportivo – hanno sottolineato – è perfetto, a noi fa solo piacere che finalmente si investa nel nostro paese, dimenticato non da anni, da decenni!
Ma pagarlo sacrificando tutto ciò per cui abbiamo lavorato finora sarebbe un ricatto insostenibile; senza contare che la vendita, attualmente, è un atto non necessario, visto che la sistemazione del campo sportivo è di fatto svincolata. Se hai già i soldi, stop alla vendita allora! Se invece procedi significa che i soldi già non ci sono più, e noi non vogliamo pagare con la nostra scuola un marciapiede, un pezzo di strada, un parcheggio, una fila di lampioni o una mostra.

I nuovi locali – hanno aggiunto i giovani – non saranno adatti alle nostre attività, e poi come gestiremo il tempo che intercorrerà tra la chiusura della scuola e la realizzazione della nuova struttura? Durante l’assemblea ci hanno detto che questa è la maniera più veloce, che i lavori saranno ultimati entro l’estate: vorremmo sottolineare che discutiamo da 5 anni di progetti che vanno avanti da 15.
Per noi sarà veramente dura ricostruire tutto da zero dopo tanto tempo.

La scuola – hanno concluso – è il cuore del paese: venderla significherebbe la fine di un’epoca. Siamo disposti a tutto pur di salvarla, anche a reperire i fondi per la sua ristrutturazione. Purtroppo, però, non sappiamo a chi rivolgerci.
Una cosa è certa: noi siamo pronti a lottare. In fin dei conti, dopo tutto questo tempo, anche noi abbiamo il diritto di cambiare le carte in tavola, esattamente come hanno fatto anche loro”.








Questo è un articolo pubblicato il 16-10-2010 alle 00:17 sul giornale del 18 ottobre 2010 - 1044 letture

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