Assisi - Presentato 'Patch': protegge il patrimonio dai danni del terremoto

museo diocesano di assisi 3' di lettura 25/10/2010 -

Un progetto volto a sviluppare un sistema integrato di prevenzione dei danni sui beni culturali in caso di calamità sismiche, intervenendo su tre principali aspetti delle attività di protezione civile: prevenzione, preparazione e risposta.



È Patch (Prevision, analysis and tools for cultural heritage), progetto europeo che vede un partenariato tra il Centro studi e formazione Villa Montesca di Città di Castello, la Provincia di Perugia, la Basilica papale e il Sacro Convento di san Francesco di Assisi, l’University of Crete e Municipality of Eraklion (Grecia), la Policia Local de Valencia e Consorci de la Ribera (Spagna) e Agios Athanasiso Municipalità (Cipro).

Finanziato dalla Commissione europea nell’ambito del programma “Civil protection financial instrument for cooperation projects on prevention”, Patch propone un approccio alla protezione dei beni culturali basato sulla prevenzione, l’individuazione di tecniche manutentive da adottare in tempo di pace per proteggere il bene anche in emergenza e informare gli operatori su come intervenire in modo corretto.

L’iniziativa è stata presentata durante l’insediamento del comitato scientifico che si è tenuto, venerdì 22 ottobre, nella sala stampa del Sacro convento ad Assisi, alla presenza del presidente e del direttore di Villa Montesca, Giuliano Granocchia e Fabrizio Boldrini, di Maurizio Fattorini del comando dei vigili del fuoco di Perugia e di Consuelo Caputo, esperta in restauro e beni culturali.

“Il progetto si propone di sviluppare un sistema di protezione del patrimonio culturale – ha spiegato il presidente Granocchia –, riferito soprattutto ai ‘beni minori’, comprese le collezioni e i musei, con l’obiettivo di sperimentare un nuovo sistema di identificazione semplice e veloce dei beni culturali per intervenire in modo corretto in situazione di crisi”. Patch si propone, inoltre, di identificare sistemi di trasporto e ricovero tesi a prevenire qualsiasi danno dovuto a fattori climatici o antropici e a creare un sistema integrato (networking) di protezione dei beni culturali, rendendo gli operatori consapevoli in merito a procedure e tecniche. Proprio per questo motivo il comitato scientifico è composto da esperti in beni culturali e della protezione civile.

Le fasi di Patch, infine, prevedono una ricognizione dei sistemi di prevenzione presenti in Europa rivolti a proteggere il patrimonio culturale in caso di terremoto, realizzazione di un sistema di prevenzione con le finalità di identificare rapidamente i beni da proteggere, definire corrette procedure per intervenire in emergenza sui beni culturali e creare alcuni protocolli per squadre di pronto intervento di vigili del fuoco, volontari e personale responsabile della conversazione di beni culturali. A seguire si procede alla sperimentazione del sistema in alcune strutture culturali per verificarne la validità ed apportare eventuali correttivi, la pubblicazione dei risultati e la validazione del sistema e la realizzazione di un manuale da mettere a disposizione delle squadre di pronto intervento e personale della conservazione dei beni culturali.

Foto di testata: il museo diocesano di Assisi.
Sotto la presentazione di Patch presso la sala conferenze del Sacro Convento di Assisi.








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-10-2010 alle 00:25 sul giornale del 25 ottobre 2010 - 1030 letture

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