Assisi - Ex scuola di Viole, fine primo round: per ora non si vende

ex scuola di viole 27/10/2010 -

Nel pomeriggio di lunedì si erano radunati, in Piazza del Comune, decine di abitanti di Viole contrari alla vendita dell’ex scuola: avevano con loro cartelloni e striscioni, e indossavano maglie con la scritta “Nelle vostre mani”. È stato superfluo: nell’aria c’è già odore di campagna elettorale.



Sospensione per 8 mesi e comunque fino al rilascio delle concessioni edilizie finalizzate alla realizzazione della piazza centrale del paese con annesso spazio ricreativo”: è questo l’emendamento proposto dal consigliere PdL Evian Morani, e approvato a maggioranza dei voti dal consiglio comunale di lunedì 25 ottobre 2010, andandosi di fatto a sostituire alla mozione della minoranza che chiedeva la revoca definitiva della vendita.

La scuola, oggetto di sollevazione cittadina e politica, resterà dunque ai ragazzi. Almeno per un po’.
Ago della bilancia il sindaco Claudio Ricci che, con un lampante esempio di intelligenza politica, si è svincolato dal parere contrario dei bartoliniani, pronunciandosi a favore della sospensione: “durante l’assemblea di Viole ho assistito a una dicotomia, e mi sono convinto che sia necessario ragionare con buonsenso e mediazione: non condivido la mozione della minoranza, ma accolgo la proposta del consigliere Morani”.

La replica del consigliere PD Claudio Passeri, che ha accolto l’indirizzo sindacale pur senza nascondere qualche perplessità: “riconfermiamo la nostra posizione: la scuola di Viole, come quella di Armenzano, non va venduta. Vogliamo una decisione definitiva in merito: voteremo dunque a favore dell’emendamento di Morani, ma la partita non finisce qui”.

L’eco del consigliere UdC Antonio Lunghi: “ci siamo opposti alla vendita sin dall’inizio, ma ritengo che questa sera dovremmo votare sì alla proposta di Morani, poiché ottenere il risultato è meglio che avere ragione”.

“Non concordo – ha obiettato il consigliere PD Edo Romoli – sulle vie di mezzo: il consiglio deve esprimersi definitivamente e bloccare la vendita, perché non ce n’è necessità e perché per gli altri progetti non ci vorranno otto mesi, ma anni”.

Più accomodante, invece, il consigliere PD Claudia Travicelli: “Bisogna capire il volere dei cittadini: se è questo il loro desiderio io sarò con loro, quindi voterò favorevolmente”.

Il consigliere PD Luigi Marini, seguendo l’incipit di Romoli, ha espresso la sua perplessità in merito alla tempistica, e perciò proposto un altro emendamento a quello di Morani: “chiedo di cambiare ‘fino al rilascio delle concessioni’ in ‘fino alla costruzione del nuovo edificio’, e che venga messo ai voti”.

All’atto del voto l’emendamento di Morani è stato approvato con 13 voti favorevoli (PdL, PD, UdC e Mongolfiera) e 4 contrari (Lista Bartolini, Lega Nord e La Destra).
Astenuto, a sostegno del proprio emendamento, il consigliere Marini; la sua proposta, tuttavia, non è stato approvata.

I cittadini di Viole, che hanno seguito le quasi quattro ore di consiglio comunale con scrupolosa attenzione e religioso silenzio, hanno applaudito la deliberazione del consiglio, pur conservando non poche titubanze sulla questione sollevata da Marini, ovvero il tempo che intercorrerà tra rilascio di concessioni ed effettiva edificazione dei nuovi locali ricreativi, perché “tra il dire e il fare – ha mormorato un abitante della frazione – c’è de mezzo ’l mare. Anzi, ’na piazza ’ntera”.

Perplessità anche in merito al “nodo agibilità”, che ha infiammato lo scontro e di cui parleremo nella prossima edizione.






Questo è un articolo pubblicato il 27-10-2010 alle 02:45 sul giornale del 27 ottobre 2010 - 657 letture

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