Assisi - Protezione civile, la denuncia di SEL: il Comune non provvede alla sua formazione

protezione civile 08/11/2010 -

Il portavoce del circolo SEL ‘Bellaciao’ di Assisi, Alessandro Comi, denuncia la presunta mancanza di formazione della protezione civile assisana, che verrebbe impiegata dal Comune solo per dirigere il traffico, in quanto non qualificata né autorizzata a fronteggiare altro tipo di emergenze.



Il corpo di protezione civile di Assisi, secondo quanto riportato dal portavoce Comi, non godrebbe di ottima salute: la scarsità di mezzi a disposizione (ricetrasmittenti, ad esempio), nonché una “lavanderia abbandonata come sede centrale”, ne sarebbero un esempio lampante.
Ma ciò che risulterebbe più allarmante, secondo quanto si legge nella nota di Comi, sarebbe “l’assoluta mancanza di corsi di formazione promossi dal Comune, che, per legge, sono obbligatori e senza i quali, in caso di emergenza, i volontari non possono intervenire. I pochi volontari rimasti – prosegue la nota – vanno a fare corsi di formazione in via privata, a Perugia o a Foligno”.

Secondo quanto dichiarato anche dalla Provincia di Perugia, il Comune di Assisi, come del resto tutta la Provincia, rientra nella classificazione geologica di “zona sismica”.
Può, dunque, un comune a rischio sismico utilizzare la protezione civile per dirigere il traffico? Sembrerebbe di sì, secondo quanto riferito da Comi: visto che i volontari, spiega il portavoce, non hanno mezzi né istruzione adeguata, il Comune li impiegherebbe per dirigere la viabilità al posto dei vigili urbani.
E con risultati quantomeno contestabili, pur se non biasimevoli, visto che gli uomini della Protezione Civile di Assisi, chiamati a regolare il traffico in occasione delle celebrazioni per S. Francesco, sono stati in grado di deviare un bus turistico sul Ponte Rosso, congestionando il traffico per una buona mezz’ora.

L’affondo del portavoce di SEL è naturalmente rivolto a Giorgio Bartolini in qualità di assessore alla “ricostruzione, protezione civile, frane e dissesti idrogeologici”, e giunge come una sorta di replica alle dichiarazioni del vicesindaco alla stampa, quando afferma: “Mi candido per il bene dei miei concittadini”.
“Se Bartolini fa il bene dei propri concittadini, questo non dovrebbe prevedere la loro sicurezza in caso di calamità? Per ‘bene dei miei concittadini’ – conclude il portavoce – Bartolini non intende tutti i cittadini residenti nel comune, ma quelli che possiamo definire i suoi amici”.






Questo è un articolo pubblicato il 08-11-2010 alle 19:48 sul giornale del 09 novembre 2010 - 925 letture

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