Bastia - Area industriale: il Pip va avanti

stemma bastia umbra 2' di lettura 15/11/2010 -

La verifica sull’attuazione del Pip (Piano di investimenti produttivi) dell’area industriale a sud della SS 75 Centrale Umbra è andata avanti da quando, nei mesi scorsi, l’ufficio tecnico del Comune è riuscito a definire un quadro complessivo.



L’obiettivo dell’azione intrapresa dall’assessore alle attività produttive Francesco Fratellini è quello di non attendere la scadenza del decennio, termine oltre il quale decadranno anche i vincoli per gli assegnatari.

“È stato fatto un grande lavoro – rileva Fratellini – attraverso il controllo delle carte e incontri personali con gli assegnatari, che hanno permesso di individuare e affrontare le problematiche che, finora, hanno impedito la completa attuazione dei lotti.
In quasi tutti i casi siamo riusciti a coniugare l’interesse pubblico di ultimare entro breve tempo gli insediamenti e l’avvio delle attività sui lotti assegnati, con quello degli assegnatari che, anche a causa della crisi economica globale, hanno necessità di adattare le prescrizioni di piano alle nuove esigenze del mercato.”

I controlli sono stati effettuati con l’obiettivo primario di evitare che la scadenza temporale delle convenzioni comportasse anche la decadenza dei vincoli, in particolare del divieto di vendita e di affitto del lotto. In sostanza si intende dare applicazione non solo alla lettera, ma anche allo spirito del Pip.


Stato delle assegnazioni

Dei 51 assegnatari selezionati in base al bando Pip del 2000, 19 situazioni sono sottoposte ad ulteriori approfondimenti, di cui in 2 casi si va all’archiviazione del procedimento, mentre altri due assegnatari hanno espresso la volontà di restituzione dei rispettivi lotti, che saranno rimessi a bando pubblico per la riassegnazione.

Altri 13 assegnatari hanno manifestato interesse ad aderire al regolamento (approvato nel 2008 dal Consiglio comunale nel precedente quinquennio amministrativo), che consente la stipula di una convenzione che prevede un nuovo vincolo di ulteriori quattro anni a decorrere dall’inizio dell’attività produttiva, periodo entro il quale non sarà possibile vendere o affittare né il lotto, né l’eventuale manufatto realizzato.

Altri due casi sono ancora da definire: per uno la procedura è sospesa in attesa di chiarimenti documentali da parte dell’assegnatario; per l’altro è prevista l’attivazione della procedura di retrocessione del lotto, mediante revoca dell’assegnazione e con l’applicazione della sanzione del 20% del prezzo pagato per il lotto.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 15-11-2010 alle 02:56 sul giornale del 15 novembre 2010 - 599 letture

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