Bettona - Depuratore: il Comune vuole bonificare, ma la Codep si oppone

depuratore bettona 1' di lettura 21/11/2010 -

Fino a 2 milioni di euro: questo il costo per l’eventuale bonifica del sito del depuratore o della sua messa in sicurezza. Per coprire i costi si pensa alla conversione in centrale a biomasse, ipotesi alla quale la cooperativa gestrice non solo si oppone: Codep chiede, infatti, anche un risarcimento danni da capogiro.



Il consiglio comunale di Bettona, con una presa d’atto che si trasformerà in un ordine del giorno condiviso, ha di fatto approvato la relazione del Prof. Barruchello relativa alla messa in sicurezza del depuratore consortile ex Codep.

La relazione indica i vari step da seguire. Il primo, imminente, è l’indagine preliminare dello stato dei luoghi, consistente nella caratterizzazione dei rifiuti presenti, nonché nell’analisi delle matrici ambientali (costo tra i 90.000 e 300.000 euro).

Dal risultato di tali analisi si precede o alla bonifica totale del sito, tramite intervento della protezione civile, o alla messa in sicurezza dello stesso, per un costo compreso tra i 1.300.000 e 2.000.000 di euro.

Tale operazione, secondo le indicazioni del relatore, può avvenire tramite un progetto di revamping dell’impianto, trasformandolo in una centrale che tratti biomasse di origine esclusivamente agricola.

Ma questa operazione non può avvenire poiché Codep, dando causa al Comune di Bettona, di fatto impedisce il possesso dell’impianto.
Così facendo, tutte le operazioni di bonifica o messa in sicurezza, saranno a carico di Codep che reclama, attraverso il ricorso presentato in sede civile, non solo la possibilità di tornare a condurre l’impianto, ma addirittura 8.300.000 euro di risarcimento danni.






Questo è un articolo pubblicato il 21-11-2010 alle 04:29 sul giornale del 22 novembre 2010 - 855 letture

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