Assisi: ''non è Francesca'', la Di Maolo esclude la propria candidatura con il PD

francesca di maolo 30/11/2010 -

Francesca Di Maolo, la presunta “candidata segreta” del Partito Democratico di Assisi sulla quale, da giorni, si rincorrevano voci e pettegolezzi, interviene personalmente nel blog de La Mongolfiera per chiarire la sua posizione e fugare ogni dubbio: «state tranquilli, io non ho intenzione di candidarmi». Di seguito l’intero intervento.



«Cari amici,
leggo il vostro blog con molto interesse, contiene le espressioni più varie. Su di me questi giorni avete scritto ogni cosa, senza minimamente preoccuparvi di conoscere chi sia Francesca Di Maolo: ogni cosa è lecita, purché sia contro.

Ormai agiamo e parliamo per luoghi comuni: o si è di destra o si è di sinistra, cattolico o laico, bianco o nero. È questo il progetto politico da portare avanti? Sono rimasta in silenzio, nel pieno rispetto delle vostre opinioni, lasciando che voi attaccaste ripetutamente la mia persona.
Eppure qualcuno di voi, il solito anonimo, mi ha tirato in ballo sui temi su cui ho speso tutta la mia vita: la difesa dei diritti dei lavoratori, dei giovani, della vita. Non posso tacere, mi avete proprio colpito profondamente.

Da dove iniziare, per ora dal lavoro. Sono dalla parte dei lavoratori, sempre e comunque. Ho marciato accanto ai lavoratori della Merloni, ho creato spazi di discussione per loro, spazi di visibilità. Sono con la CGIL sempre, lo conferma tutta la mia vita professionale che, evidentemente, non conoscete.
Negli infortuni più gravi avvenuti in Umbria, cito per esempio quello dell’Umbria Olii e quello del crollo della palazzina di via dei Filosofi di Perugia, mi troverete schierata con i familiari delle vittime per cercare di affermare la dignità di chi ha perso la vita sul lavoro.
Sono state grandi battaglie, che ho portato e che sto portando avanti contro tutti e contro i tanti ipocriti che l’indomani di una morte sul lavoro sono capaci di scendere in piazza, dimenticandosi il giorno dopo del perché.

Avete minimamente idea di quanto difficili siano queste battaglie?

Trovo così indecente la condizione lavorativa dei giovani da aver creato un progetto di promozione del lavoro giovanile proprio in questa città: si chiama Progetto Policoro.
Busserò alla porta di tutti per denunciare la condizione lavorativa dei giovani, per organizzare una filiera di sostegno.
Sono stata tra i primi a scagliarmi contro il collegato lavoro.
Sono una precaria dell’Università, mi sono laureata con 110 e lode in diritto del lavoro, con specializzazione post laurea in diritto del lavoro, ma non avrò mai accesso all’università come docente di ruolo, perché l’università italiana non è per i meritevoli.

Non ho bisogno di poltrone, mi sono fatta strada da sola nella professione, senza tessere di partito o appartenenze varie.
Sono orfana di padre e ho studiato grazie alle borse di studio per merito. Ora posso permettermi di offrire un servizio legale ai non abbienti, di difendere un lavoratore immigrato contro tutti.
È quello per cui mi batto da sempre. Da due anni, per la vigilia del primo maggio, organizzo veglie per e con i lavoratori, lo faccio mettendoci la mia faccia e il mio impegno.
Sono coerente con le mie idee da sempre, tanto da capire che io, in questo momento, con la politica di Assisi non c’entro nulla. Preferisco stare al piano terra, perché ci sono troppe persone che vivono nei piani nobili della città, pronte a riempirsi la bocca di discorsi astratti.
Voglio tornare nell’anonimato di chi vive al piano terra della città e ha il coraggio di spendersi per gli altri e di cambiare.

Credetemi, ci sono tante persone in questa città che hanno il coraggio del fare: ma sono quasi tutte stanche dei luoghi comuni.
Volete un luogo comune? Scrivete dei cattolici come di una nicchia che parla solo di aborto e di eutanasia. Sbagliate. L’essere cattolico comporta abbracciare tutta la vita, non solo il momento della creazione e della morte. Essere cattolici all’interno di una impresa dovrebbe comportare il rispetto delle misure di sicurezza, l’essere cattolici dovrebbe significare la cura per l’ambiente, l’accoglienza della diversità.
L’essere cattolici significa essere per la vita sempre.

Il vero problema è che i cattolici veri stanno attraversando una grande momento di confusione: il laico entra nel tempio e si spoglia della sua vita di tutti i giorni, quando ne esce, lascia le sue vesti cristiane, contribuendo solo al caos. Siamo clericali dentro e laicisti fuori.
Il vero problema dei cattolici è che c’è un piano nobile, ma astratto, su cui facciamo convegni e diciamo cose ottime, ma c’è poi un piano concreto in cui non abbiamo la forza di cambiare.
Volete un esempio? Chi si dice cattolico dovrebbe pagare i contributi al lavoratore e gli deve una retribuzione proporzionata e sufficiente, altrimenti del suo credo non ha capito proprio niente.
È nella società che si misura un cattolico, nella coerenza della vita privata e non nel numero delle preghiere che sa recitare.

Vi chiedo scusa per la mia intrusione nel vostro blog, ma se vogliamo davvero cambiare le cose dobbiamo iniziare a dire cose vere e autentiche che parlino di problemi reali e della gente.
Se volete conoscere qualcosa di quello che realmente faccio nella vita, al di là delle cose che avete scritto, sono pronta a rispondervi.
Per ora state tranquilli, io non ho intenzione di candidarmi, sarebbe veramente paradossale che in una società nobile come quella di Assisi venisse candidato un rappresentante del piano terra».

Francesca Di Maolo


Articoli correlati:
Assisi: Cianetti a Di Maolo, ''il nostro sarebbe un confronto civile e costruttivo''






Questo è un articolo pubblicato il 30-11-2010 alle 04:40 sul giornale del 30 novembre 2010 - 4235 letture

In questo articolo si parla di politica, partito democratico assisi, la mongolfiera assisi, redazione vivere assisi, elezioni comunali assisi 2011, francesca di maolo

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/eWi