Assisi: pronti a tetti e catene per salvare l'ospedale

ospedale di assisi 5' di lettura 04/02/2011 -

Pronti alla mobilitazione: il consiglio comunale di Assisi, riunitosi mercoledì 2 febbraio, ha discusso il destino dell'ospedale di Assisi e votato la mozione unitaria a sua tutela, con il consenso unanime ad eventuali atti estremi di protesta volti a richiamare l'attenzione delle istituzioni.



Inerenti al tema ospedale il sesto e settimo punto all'ordine del giorno del consiglio comunale. Baruffa sulla scaletta e acceso scontro verbale tra il consigliere Edo Romoli e il presidente del consiglio comunale Lucio Cannelli il quale, vista la sostanziale identità tematica, a fine dibattito ha proposto al consiglio di unire i due punti nella mozione unitaria (vedi sotto), votata favorevolmente all'unanimità dei presenti.

Ospedale di Assisi"Dobbiamo agire in forma unitaria, propositiva e decisa - ha affermato il sindaco Claudio Ricci in apertura di dibattito, ripercorrendo le tappe che hanno condotto alla mozione - con azioni anche eclatanti che ricalchino la protesta portata avanti per salvare il corso di laurea in Economia del turismo. Occorre agire in tutti i modi per evitare che l'apertura della nuova rete di ospedali del Piano sanitario regionale mortifichi e depotenzi il nostro polo sanitario".

Rivendicando l'impegno in prima linea del Partito Democratico, Edo Romoli (Pd) ha toccato alcuni dei nervi scoperti, quali il trasferimento a Marsciano del direttore sanitario, l'abolizione del reparto di Gastroenterologia e il primariato di Ostetricia vacante da anni: "anche a Spoleto - ha puntualizzato Romoli - si contano meno di 500 nascite all'anno, eppure è in corso il bando per la nomina del primario: il basso numero di nascite è solo un pretesto per depotenziare l'ospedale. Chiediamo un incontro immediato con la Regione - ha concluso Romoli - perché non possiamo permetterci di arrivare tardi, vanificando il sacrificio del personale, solo grazie al quale l'ospedale va avanti".

"I risultati di oggi - ha ammonito Franco Matarangolo (Mongolfiera) - sono il frutto delle scelte del passato: si doveva agire con la lucidità con cui Bartolini si mosse per salvare il polo giudiziario. Facciamo un mea culpa per la nostra assenza e muoviamoci per questa conferenza programmatica. Propongo - ha concluso - di salire sui tetti, altro che catene!".

Stefano Pastorelli (Lega Nord) ha sollevato il sindaco dalle responsabilità attribuite da Matarangolo, dichiarandosi però "pienamente d'accordo" con il consigliere del Partito Democratico: "Romoli ha detto delle sacrosante verità. Siamo pronti a partecipare ad iniziative anche pesanti, battendoci con tutti i mezzi".

Giunta e capigruppo davanti all'ospedale di AssisiFrancesco Mignani (Udc) ha infine ripercorso le iniziative del suo gruppo consiliare, ricordando un proprio articolo a tutta pagina, pubblicato su un quotidiano locale, sul trasferimento del primario Narducci e, soprattutto, la raccolta di 1500 firme davanti all'ospedale per chiederne la riqualificazione.

"Ringrazio tutti voi e riconosco a Romoli l'impegno posto sul tema", ha affermato Claudio Ricci, chiudendo il dibattito. "Ci faremo carico di chiedere alla presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini un'immediata conferenza programmatica, nella quale occorrerà individuare un percorso condiviso che porti alla tutela dell'ospedale, stabilendo in primo luogo la sua "mission", ovvero una peculiarità che lo elevi ad ospedale specializzato, e chiarendone in seconda istanza il ruolo nel quadro del piano sanitario regionale: se entro quindici giorni non avremo il riscontro auspicato allora si andrà alla protesta. Colgo l'occasione per affermare (con chiaro riferimento a Pantalla, ndr) che mettere degli ospedali a metà strada non è una scelta intelligente se non si tiene conto delle specifiche esigenze territoriali".




Di seguito il testo della mozione unitaria approvata all'unanimità dal consiglio comunale:

«Il consiglio comunale di Assisi, unitamente alla Giunta, e in linea con i documenti condivisi e approvati dal Consiglio negli ultimi quattro anni, chiede alla Regione Umbria che sia attivata una immediata "Conferenza programmatica regionale" (Regione, Azienda sanitaria Usl 2, Comune di Assisi, Comuni del comprensorio Bastia Umbra, Valfabbrica, Bettona e Cannara) al fine di definire, sul piano sanitario e infrastrutturale, il ruolo dell'ospedale di Assisi e dei distretti territoriali, nel quadro delle rete degli ospedali della regione, e con specifica menzione nel Piano sanitario regionale".

Si evidenzia che Assisi, per il ruolo internazionale che ricopre (con oltre 6 milioni di turisti all'anno), per l'ampio comprensorio di competenza (70.000 residenti) e per il fatto di essere una città santuario (in relazione agli aspetti di umanizzazione della cura) necessita di un ospedale di elevata qualità nella filiera classica dei servizi di base, con alcuni ambiti di specializzazione, anche a supporto dei nosocomi principali, in modo da essere classificato come ospedale non di comunità ma con caratteristiche speciali.

In questo quadro strategico l'immediata sostituzione del direttore sanitario, il mantenimento degli attuali servizi (indispensabili anche per integrare le attività fra ospedale e territorio) e il mantenimento e la valorizzazione del punto nascita nonché la nomina del primario in "ostetricia e ginecologia", richiesto da quattro anni, emergono come elementi fondamenti e non rinunciabili.»






Questo è un articolo pubblicato il 04-02-2011 alle 02:25 sul giornale del 04 febbraio 2011 - 3383 letture

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