Capitale cultura 2019: con Perugia e Assisi l'Umbria corre per vincere

4' di lettura 25/02/2011 -

Le città dell' Umbria con Assisi e Perugia per giocare insieme la carta della candidatura a capitale europea della cultura con una formula aperta a tutto il territorio regionale, capace di sottolineare la comune identità e valorizzare nello stesso tempo le singole specificità.



È il senso della riunione che si è svolta ieri sera a Palazzo dei Priori, convocata dal sindaco Boccali e dal suo collega di Assisi, Claudio Ricci, aperta ai Comuni maggiori (quelli con più di 15 mila abitanti) e con la partecipazione della Regione (c'erano la presidente Marini e l' assessore alla cultura Bracco) e delle Province di Perugia e Terni.

In una Sala Rossa che raramente ha visto in passato una presenza così completa delle rappresentanze istituzionali dell' Umbria, è stato sostanzialmente condiviso il senso della candidatura: proporre un modello di sviluppo fondato sulla filiera qualità della vita-cultura-ambiente, in cui il patrimonio storico-artistico delle città dell'Umbria si coniughi con l'apertura alla contemporaneità ed alla innovazione in una autentica dimensione europea. L'Umbria corre per vincere, è stato detto, ma in ogni caso la candidatura di per sé rappresenta una opportunità inedita per rafforzare il sistema Umbria, uscire dalle tentazioni di localismo e ragionare in un' ottica di sistema.

Boccali e Ricci hanno ribadito che per le due città si tratta di un "progetto strategico" di ampio respiro e teso al futuro, in cui Perugia e Assisi fanno da portabandiera con la Regione in cabina di regia e tutta l' Umbria compatta nel lavorare come territorio. Nessun dubbio, per i due sindaci, che si tratti di un cammino difficile, "ma - ha detto Ricci - ci permetterà di riscoprire un orgoglio autenticamente regionale e le molte energie nascoste di cui l' Umbria è ricca". Boccali ha ricordato che la candidatura non si fonda tanto sul passato "e su quello che l'Umbria ha dato in termini di arte e civiltà, ma sulla capacità di progettare una idea di sviluppo".

In concreto, il lavoro continuerà con la scelta, ormai prossima, del logo, con la ricerca di testimonial che parlino per l'Umbria (uomini di cultura, figure dell' economia, artisti, intellettuali, religiosi), con la costruzione di una lobby che lavori nelle istituzioni europee, con l'apertura di un tavolo aperto al sistema delle imprese e dell' economia, perché, come ha detto l' assessore Bracco, "occorre avere il supporto di tutto il tessuto regionale (Università, Fondazioni, Camere di Commercio, istituzioni culturali, imprenditoria), dal momento che si mette in moto l'economia dell' Umbria per il prossimo decennio".

Su questa impostazione di fondo si sono trovati d'accordo i partecipanti. Adesioni sono state espresse dalle due Province, dai sindaci di Orvieto e Bastia, e dai rappresentanti dei Comuni di Città di Castello, Castiglione del lago, Terni, Marsciano, Gualdo Tadino, Foligno. Con le adesioni, anche sottolineature e suggerimenti.

"Una condivisione molto positiva" - ha detto la presidente Marini chiudendo la riunione - perché è stata espressa una idea unitaria di valorizzazione dell' Umbria che sceglie di investire così sul suo futuro". Per la presidente, "anche il solo lancio della candidatura ci permette di fare una fortissima promozione del territorio, in grado di attrarre risorse e benefici". La Marini si è detta ottimista: "la sfida è complessa, i tempi sono stretti, c'è molto lavoro da fare, iter e percorsi da approfondire, anche studiando le esperienze altrui a partire dalla Provenza, che per molti aspetti è simile all' Umbria, ma dobbiamo avere la consapevolezza che l'Umbria è in grado di vincere".
E si può vincere, per la presidente, costruendo una forte identità e riconoscibilità di Perugia e Assisi con il resto del territorio e la rete delle città dell' Umbria.
La proposta che deve fare l'Umbria all'Europa è "la cultura come modello di sviluppo e chiave di lettura della contemporaneità in un binomio forte storia-modernità". Dalla presidente, anche l' impegno che la Regione svolgerà il suo ruolo di regia, come espressamente richiesto dai due Comuni promotori.


Perugia e Assisi capitale europea della cultura 2019






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 25-02-2011 alle 04:35 sul giornale del 25 febbraio 2011 - 1144 letture

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