Ad Assisi scienza e fede a dialogo da papa Ratzinger

Scienza e fede 1' di lettura 06/07/2011 -

“Anche chi non crede o fa fatica a credere può avere un ruolo positivo per la religione, evidenziandone degenerazioni o inautenticità” che “non avvicinano, ma allontanano da Dio”. Lo scrive segretario di Stato vaticano, card. Tarcisio Bertone sull’Osservatore Romano, in un articolo dedicato all’incontro interreligioso del prossimo ottobre ad Assisi, a 25 anni da quello storico voluto da papa Wojtyla nel 1986.



Una “scelta qualificante” del prossimo raduno, spiega il ’primo ministro’ di papa Ratzinger, è “quella di invitare ad Assisi anche alcune personalità del mondo della scienza e della cultura che si definiscono non religiose. E ciò non solo per il fatto che la costruzione della pace è una responsabilità di tutti, credenti e non credenti.

Più profondamente, siamo convinti che la posizione di chi non crede, o fatica a credere, possa svolgere un ruolo salutare per la religione in quanto tale, per esempio nell’aiutare a evidenziarne possibili degenerazioni o inautenticità. Tracce di questo ’illuminismo’ rettamente inteso sono presenti nella stessa tradizione biblica, fortemente critica verso modalità di culto che non avvicinano, ma allontanano da Dio”.

Per il card. Bertone, “come cristiani”, “sappiamo bene, però, che mai potremo esaurire la profondità del mistero di Cristo. Non solo, riconosciamo che la nostra fragilità può talora offuscare lo splendore del tesoro che ci è stato rivelato e renderne più difficile la conoscenza. L’avere ricevuto in dono la verità non ci impedisce pertanto di sentirci compagni di viaggio di ogni uomo e donna”.






Questo è un articolo pubblicato il 06-07-2011 alle 01:58 sul giornale del 06 luglio 2011 - 833 letture

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