Bettona: Marcantonini rinviato a giudizio per diffamazione

Lamberto Marcantonini 2' di lettura 12/07/2011 -

Il primo cittadino, Lamberto Marcantonini, è stato rinviato a giudizio per il reato di diffamazione. L’accusa è di aver “con più azioni esecutive di un medesimo disegno criminoso, offeso la reputazione di Granocchia Remo”, presidente del comitato popolare per l’ambiente di Bettona. A darne notizia, in una nota, è il comitato stesso.



«Marcantonini, insieme a tutti i componenti la giunta comunale di Bettona - si legge ancora nella nota -, è anche imputato nell’ambito del noto processo per reati ambientali nato dall’indagine “Laguna de cerdos”, che vede altresì imputati allevatori, trasportatori e funzionari Ulss e Arpa e che ha portato a 11 il numero delle persone arrestate e ad 86 quello degli indagati.
Davanti al giudice dell’udienza preliminare sono comparsi 26 persone e in questa sede il sindaco Marcantonini e i componenti la sua giunta hanno chiesto il rito abbreviato. La prossima udienza di questo processo è già stata fissata per il 22 settembre. Granocchia, quale rappresentante del comitato per l’ambiente, è stato ammesso, insieme a Legambiente, quale parte civile in questo processo.

La prima udienza del processo per diffamazione contro Granocchia si terrà invece il 22 novembre e il sindaco, se non vorrà essere processato in contumacia, dovrà sedere sul banco degli imputati.
Le gravi offese, quali “professionista specializzato della menzogna”, “racconta frottole”, “bugiardo”, “speculatore a fini patrimoniali”, “ha sparso bugie per tanti motivi per trenta anni in tutta la regione”, non potranno rientrare nei confini del confronto/scontro politico come vorrebbe far credere il sindaco; si tratta invece di mera diffamazione a mezzo stampa, esercitata utilizzando il ruolo istituzionale di sindaco e pubblico ufficiale contro un semplice cittadino che insieme ad altri semplici cittadini si opponeva a scelte amministrative che avrebbero ulteriormente danneggiato il territorio e l’ambiente di Bettona, la salute e la qualità della vita di molti abitanti della zona ed aggravato la situazione di inquinamento che da trenta anni ha afflitto il territorio, le falde freatiche, il fiume Chiascio riducendolo in una pattumiera.

Come comitato difenderemo in giudizio le nostre giuste rivendicazioni e siamo fiduciosi nelle condanne esemplari che dovranno essere di monito per quanti ancora pensano di usare l’ambiente in maniera sconsiderata. Dopo la scontata condanna in sede penale, il comitato chiederà un consistente risarcimento in sede civile.»


da Comitato popolare per l’ambiente
Bettona




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 12-07-2011 alle 23:46 sul giornale del 13 luglio 2011 - 1677 letture

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