Cianetti replica a Freddii: ''La casta assisana si autoalimenta''

Carlo Cianetti 2' di lettura 30/07/2011 -

Continua il botta e risposta tra il capogruppo consiliare di Buongiorno Assisi e del centrosinistra Carlo Cianetti e il capogruppo del Pdl Rino Freddii. Dopo essere stato tacciato di demagogia in tema di assunzioni comunali e presunti favoritismi, Cianetti ribadisce: “Il Comune non è un ammortizzatore sociale”.



«Il capogruppo del Pdl Freddii mi accusa di demagogia, di mentire e di altre amenità del genere. È il solito frasario precotto, di un modo di fare politica stanco e senza progetti. Ma allora andiamo nel merito delle questioni da me affrontate.

La moglie dell’assessore. Che bisogno c’era di rinnovare il contratto a tempo determinato alla moglie dell’assessore Fortini? Non è una giustificazione dire “perché c’era già prima”. Quando si assumono incarichi istituzionali, come quello di assessore all’urbanistica, si deve sapere che questi comportano incompatibilità di diritto e di opportunità, per sé e per la propria famiglia.
Non è un bel messaggio per i tanti giovani disoccupati del nostro territorio vedere che la casta si autoprotegge e si rigenera e che si trova un lavoro se si ha qualche santo o qualche parente in paradiso. Dov’è andata a finire la tanto decantata meritocrazia di cui parla il Pdl?

Staff del sindaco e del vicesindaco. Vorrei far capire a Freddii che il Comune non è l’ammortizzatore sociale delle famiglia Fortini né di galoppini di partito.
Oggi fanno parte dello staff di sindaco e vicesindaco 7 persone, 4 a tempo determinato e 3 a tempo indeterminato (Raspa, Sensi e Martini). Che bisogno c’è di questo apparato? In altri tempi, quando la giunta era anche più numerosa, ufficio stampa e segreteria si limitavano a tre persone in tutto.

Sul Vescovado: le briciole non servono a nessuno, né alle frazioni né al capoluogo. La giunta deve fare scelte di qualità. In quanto uno dei luoghi francescani più importanti, il Vescovado meritava una ripavimentazione con pietre, così come il resto del centro storico.

Gambelunghe e la misoginia. Non mi assumo l’eredità di critiche fatte da altri, in passato, al settore urbanistica. So che le pratiche vanno veloci e da un breve colloquio con alcuni funzionari del settore emerge spirito collaborativo e armonia. Ho messo in evidenza il fatto che l’ingegner Brunella Gambelunghe è incinta perché ho inteso rimarcare il tratto di misoginia che contraddistingue l’operato di Ricci.
Lo scorso 7 marzo, alla vigilia della festa della donna, caccia dalla giunta Maria Belardoni, unica rappresentante femminile nell’esecutivo. La nuova giunta, nonostante le indicazioni dello statuto a garantire la presenza di entrambi i sessi, è composta da soli uomini. Non passa quindi inosservato un provvedimento di tale entità a sfavore di una donna nel mezzo di una fase delicatissima della propria vita.»


da Carlo Cianetti
Capogruppo consiliare del centrosinistra





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 30-07-2011 alle 10:01 sul giornale del 30 luglio 2011 - 751 letture

In questo articolo si parla di politica, assisi, assunzioni, rino freddii, carlo cianetti, demagogia, casta

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/nXy