Più di tre italiani su quattro apprezzano l'attività dell'Unesco

Unesco 10/11/2011 -

Era presente anche il sindaco Claudio Ricci, in qualità di presidente dell’associazione Città e siti italiani patrimonio mondiale Unesco, alla Presidenza del Consiglio dei ministri, a cui sono stati presentati i risultati dell’indagine nazionale “Il valore del brand Unesco”.



Per la prima volta dalla sua costituzione (1950), la Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco ha avvertito l’esigenza di rilevare la propria immagine percepita presso l’opinione pubblica e gli opinion makers (rappresentanti del mondo della cultura, delle istituzioni e delle aziende).

I risultati dell’indagine “Il valore del brand Unesco” sono stati presentati alle istituzioni, alla business community e alla stampa presso la Presidenza del Consiglio a Roma, con interventi di illustri relatori: prof. Giovanni Puglisi, Presidente Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco e Rettore IULM, dott. Mario Abis, Presidente Abis analisi e strategie / Makno, dott. Alain Elkann, presidente Fondazione CittàItalia, dott. Secondo Amalfitano, direttore Villa Ruffolo, e dell’ing. Claudio Ricci, Presidente Associazione Città e Siti Patrimonio Mondiale Unesco.

“La ricerca, di ampio rilievo - afferma Ricci in una nota -, sottolinea il grande valore, etico, culturale e anche economico del marchio Unesco in un sito e la forte azione attrattiva di turismo di qualità che viene svolta anche dai numerosi progetti in corso. Trattandosi di una ricerca svolta da istituzioni accademiche e scientifiche di alto profilo internazionale dimostra, numericamente, i tanti benefici, attuali e potenziali, che si stanno generando per i siti italiani, tra cui anche Assisi”.

Un approccio innovativo per l’Unesco che sposta così l’attenzione dal suo essere organizzazione, distante dai cittadini, a brand, con una sua dimensione sociale che vive nell’immaginario collettivo, soprattutto per effetto del programma Siti Patrimonio dell’Umanità, il più conosciuto almeno in Italia, con ben 50 luoghi e città riconosciuti patrimonio mondiale, tra tutti quelli promossi dall’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione la Scienza e la Cultura (Unesco).

Il primo rilevante dato è la straordinaria diffusione della conoscenza di base di Unesco, nota al 98% del campione, cui corrisponde un elevato indice di reputazione vicino all’eccellenza, pari a 76 punti (oltre 70 è considerata area di eccellenza in valori compresi tra 0 e 100). L’Organizzazione, infatti, riscuote un livello di fiducia del 69%, è ritenuta efficace al 75% e l’80% degli intervistati considera importante la sua mission.
A tale notorietà, maggiore presso l’opinione pubblica che sembra legare la positività del giudizio all’autorevolezza delle Nazioni Unite, non sembra però corrispondere una reale e approfondita conoscenza della missione, dei compiti, delle attività e dei risultati di Unesco. Scavando in profondità emerge una forte identificazione dell’Organizzazione con l’ambito culturale, in particolare con la tutela dei beni culturali (77%) e naturalistici (68%); con la promozione e tutela delle culture locali (64%). Meno diffusa è la conoscenza di promozione e innovazione culturale (50%), di promozione dello sviluppo sostenibile (39%) e di tutela delle biodiversità (39%). In sintesi, 2/3 del campione riconoscono nella tutela dei beni culturali e naturalistici i principali ambiti operativi di Unesco, mentre il 40% dichiara di essere a conoscenza delle finalità di promozione della cultura, dello sviluppo sostenibile, dello scambio e sviluppo culturale.

Il divario di conoscenza tra ambiti operativi e filosofia di intervento (tutela vs. promozione) non è correlato al livello di importanza che gli intervistati attribuiscono alle attività alla base della mission Unesco, ritenute importanti in egual misura.
La reale mission di Unesco, infatti, è la costruzione della pace, perseguibile con la realizzazione di programmi volti a sensibilizzare e informare la società civile (giovani in particolare), le istituzioni e gli enti interessati nei settori della ricerca, dell’educazione e della cultura.

Nella comparazione con le altre organizzazioni internazionali, il dato sulla conoscenza di Unesco (98%) è in linea con quello delle Nazioni Unite, di altre agenzie dell’ONU (Unicef 99%, FAO 99%) e delle principali organizzazioni non governative (Croce Rossa 99%, Medici Senza Frontiere 99%, WWF 99%), anche se relativamente a queste ultime c’è una conoscenza più marcata della mission e delle attività poste in essere. Per contro, la notorietà di Unesco risulta nettamente superiore a Fondazioni che operano a livello nazionale nell’ambito della cultura (FAI 88%, Italia Nostra 61%).


Foto in allegato:
la conferenza di presentazione dell’indagine “Il valore del brand Unesco”


da Unesco Italia
Commissione nazionale






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 10-11-2011 alle 01:21 sul giornale del 10 novembre 2011 - 524 letture

In questo articolo si parla di attualità, pace, unesco, Beni Culturali, claudio ricci

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