Punto nascita, Pettirossi: ''Basta con demagogia e populismo''

Simone Pettirossi 8' di lettura 03/06/2012 - L'ospedale di Assisi sta a cuore a tutta la cittadinanza. Sarebbe meglio smetterla, perciò, di fare i furbi, solo per ottenere visibilità, cominciando a dire le cose come stanno veramente e ricercando una soluzione.

Il sindaco Ricci, infatti, che si agita con tanta enfasi mediatica, facendo venire il legittimo sospetto che stia preparandosi alla prossima campagna elettorale, visto che e' a scadenza, e' il massimo responsabile della situazione di oggi, essendo stato sindaco e vicesindaco della nostra città negli ultimi 11 anni.
Se non si lascia da parte la demagogia e il populismo, l'ospedale di Assisi - con o senza punto nascita - continuerà inevitabilmente ad affondare, come ha fatto in questi ultimi undici anni, durante i quali ha subito un progressivo e costante depotenziamento, senza che l'Amministrazione comunale facesse qualcosa di incisivo: sono fuggiti primari, il personale non basta ed e' in costante affanno, le strutture sono invecchiate.
La strategia portata avanti da Ricci e dalla maggioranza, di difendere solo "lo status quo", mettendo in evidenza solo il problema del "punto nascita", al di la' dei proclami e delle intenzioni, rischia di essere un "boomerang" e, soprattutto, rischia di diventare, oggi o nei prossimi anni, la "tomba" dell'ospedale.

Il sindaco di Assisi convochi la conferenza dei sindaci del comprensorio. Lo faccia in fretta e si cerchi una via rapida, possibile e unitaria. Ma e' ora di finirla di fare cose che non servono a niente, se non a perdere, colpevolmente, ulteriore tempo prezioso.
Oggi, per dare un futuro all'ospedale e per metterlo nelle condizioni di erogare prestazioni sanitarie di maggiore qualità, bisogna fare delle scelte chiare e individuare la "mission" della struttura per i prossimi anni.
Bisogna smetterla, perciò, di prendere in giro i cittadini e iniziare a dire le cose come stanno: la prima e' che l'ospedale di Assisi, così com'è oggi, punto nascita o non punto nascita, non va bene, perché rischia di svuotarsi dall'interno, dopo troppi anni in cui e' stato lasciato a se stesso, con problemi anche dal punto di vista della ordinaria manutenzione.
Ormai il tempo sta per scadere e non si si tratta di giocare a chi la spara piu grossa o a chi sta piu sui giornali. Si tratta di ragionare, seriamente e velocemente, sul futuro dell'ospedale, per non far decidere tutto, come al solito, agli altri invece che agli assisani e ai comuni limitrofi.

Per quanto ci riguarda, in ogni caso, per chiarezza, non abbiamo barattato nulla e non baratteremo mai nulla. Non baratteremo neanche la nostra testa e le nostre opininoni, perché non ci rassegnamo al populismo e alla demagogia dilagante, solo per ottenere un voto in piu'. Ci interessa invece il futuro dell'ospedale e ancora di più la salute dei cittadini.
Proprio per questo, l'anno scorso, mentre si dibatteva, sui giornali locali, addirittura della possibile chiusura dell'intero ospedale (visto che la normativa nazionale prevede che gli ospedali con meno di 120 posti letto, se non riconvertiti, siano chiusi), abbiamo proposto la costituzione di una Commissione consiliare che, grazie all'operato di tutti, ha prodotto un documento per la "Valorizzazione e Rilancio dell’Ospedale di Assisi", che e' stato votato all'unanimità in Consiglio comunale.

La prima constatazione da fare e' che, oggi, grazie anche ad un approccio, fino ad un certo momento, responsabile, l'ipotesi della chiusura dell'ospedale e' stata scongiurata.
Ma dopo la messa in sicurezza, va data una prospettiva di lungo periodo alla nostra struttura ospedaliera, affinché il rischio chiusura non si ripresenti fra uno, due o tre anni e si ritorni al punto di partenza.

La seconda constatazione e' che Ricci e la sua maggioranza, che sbandierano di aver raccolto firme a sostegno del documento approvato in Consiglio, dimostrano solo la propria debolezza, perché le petizioni popolari le le fanno i cittadini e le governa il comune da decenni.
Ma lo diciamo con chiarezza: i cittadini fanno bene a firmare a difesa dell'ospedale. Tutti siamo per la difesa dell'ospedale!!!

Figuriamoci!!!

Noi in primis, visto che il documento su cui si firma, abbiamo contribuito a scriverlo. Il problema sta nelle modalità migliori per riuscire, veramente, a salvare e potenziare l'ospedale.

Crediamo che l'atteggiamento irresponsabile e populista della maggioranza, che concentra la sua attenzione solo sul punto nascita, non serve a salvare l'ospedale, anzi, rischia di affossarlo per sempre.

Per fare chiarezza, bisogna iniziare a dire la verità ai cittadini e sottolineare alcune questioni fondamentali:

1) Innanzitutto, un conto e' l'ospedale e un conto e' il punto nascita.
Non e' per nulla detto che difendere, "con il proprio corpo", un punto nascita che da anni e' senza primario, che non ha la rianimazione, che e' senza terapia intensiva neonatale, sia il modo migliore per difendere tutto l'ospedale e tantomeno per difendere la salute dei cittadini.
Ostinarsi, come fa Ricci e la sua maggioranza, a dare rilievo solo e soltanto al Punto nascita, rischia di fa perdere di vista le richieste più importanti presenti nel documento consiliare, che stanno a cuore ai cittadini. Per la verità, poi, a differenza di quello che viene sostenuto sui giornali, nel documento approvato in Consiglio non c'era scritto da nessuna parte che il punto nascita era la richiesta piu importante e imprescindibile. Anzi, alcune erano sicuramente più importanti.

Certo, lo abbiamo già detto e lo ribadiamo: se la Regione eliminasse solo un paio di punti nascita, tra cui Assisi, apparirebbe un'operazione non comprensibile, oltre che profondamente ingiustificata, a cui ci stiamo opponendo, ma siamo convinti, pero', che al di la della tempistica, una battaglia focalizzata solo sul punto nascita e' miope e perdente, perché anche se fossimo tra i comuni che riuscissero a mantenere il punto nascita, oggi, fra un anno o due, rischieremmo comunque di non averlo più e di non avere più neanche le altre cose chieste nel documento consiliare.

A noi deve interessare Assisi e soprattutto la salute dei nostri cittadini e quella dei milioni di visitatori che accogliamo ogni anno, non le battaglie utili solo per mettere una bandierina e lanciare campagne elettorali personali.

Molti cittadini, peraltro, sul punto nascita, da anni, e anche recentemente sui giornali, si lamentano per l'assenza della rianimazione.
Vogliamo mantenere a tutti i costi un punto nascita, senza primario da anni, senza rianimazione ne per la madre, ne per il neonato?
Se viene mantenuto, va profondamente potenziato, con investimenti, risorse umane, macchinari, ma Ricci, massima autorita sanitaria del Comune, in questi anni, non e' mai riuscito ad ottenere nulla, ne' il primario, ne' la terapia intensiva, ne' personale!!!

In un periodo di tagli, per non essere velleitari, bisogna scegliere, perché visto che non si può avere tutto, per salvare l'ospedale di Assisi dal declino e' necessario capire cosa e' più importante veramente.
Bisogna iniziare a domandarci, seriamente, senza slogan, quali sono i servizi veramente irrinunciabili per l'ospedale Assisi e per i cittadini.
2) Per noi, le quelli fondamentali, per dare un futuro certo e di qualita' al nostro ospedale, in gran parte evidenziati nel documento consiliare, sono:
- potenziamento del Pronto Soccorso con personale e strumentazioni, ad esempio con 4 letti di Osservazione Breve Intensiva di 24 /48 ore;
- attivazione di almeno una o due chirurgie specialistiche tra queste: chirurgia pediatrica, chirurgia ortopedica, chirurgia oculistica;
- realizzazione di una ampia piattaforma di servizi ambulatoriali, mantenendo gli esistenti (pediatria, ginecologia, otorino, urologia,) e introducendone di nuovi (oculistica, ortopedia, ecc.);
- miglior collegamento efficiente con l'ospedale di Perugia per lo smistamento delle urgenze che richiedono alte specialistiche;
- potenziamento ulteriore della Radiodiagnostica, gia molto buona, con investimenti in macchinari, ad esempio con una Risonsanza Magnetica;
- realizzazione di posti letto per il post-acuzie anche con una Riabilitazione intensiva, con un fisioterapista fisso (a differenza di oggi);

Quello che capisce anche un bambino e' infatti che:
- se si ha un incidente, senza un pronto soccorso efficiente vicino, si rischia la vita;
- se ci si può operare al ginocchio o agli occhi ad Assisi, magari in meno tempo che a Perugia, si rimettono a regime le due sale operatorie, oggi sottoutilizzate, e si potenzia l'ospedale;
- se si ha una corsia preferenziale, in caso di bisogno urgente di un'alta specialistica, per essere trasportati all'ospedale di Perugia, si possono evitare gravi danni alla salute;
- se una donna vuole partorire ad Assisi e va tutto bene, ottimo (tanto che alcuni propongono il ritorno al parto in casa assistito), ma se c'e qualche complicazione bisogna correre in un ospedale in cui c'è la terapia intensiva, perche da questo dipende la vita della madre e del neonato;
- se la radiodiagnostica, gia molto buona, viene dotata anche di una risonanza magnetica, questo rappresenterebbe un importante valore aggiunto per il nostro ospedale;
- se fossero previsti posti di post-acuzie e riabilitazione intensiva e di lungo degenza, questo sarebbe un ulteriore miglioramento per l'ospedale di Assisi.


da Simone Pettirossi
Capogruppo consiliare Pd Assisi




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 03-06-2012 alle 19:26 sul giornale del 04 giugno 2012 - 1680 letture

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