Quote rosa, Cianetti: ''Giunta-fotocopia? Ricorreremo al Prefetto''

Carlo Cianetti 1' di lettura 22/06/2012 - La Giunta Ricci è come un pugile dopo il KO, che in modo scomposto prova a colpire di nuovo l'avversario, tirando pugni contro l'aria, senza colpire l'avversario. La temeraria interpretazione della sentenza del Tar sulle quote rosa fornita dallo stesso Ricci e dall'avvocato che ha patrocinato il controricorso del comune, testimonia che siamo di fronte al caos più totale.

La maggioranza è allo sbando e non sa che pesci prendere. Intanto cerca di confondere le acque, mentre gli assessori attendono angosciati, come in una roulette russa, il proprio destino.
Una lettura consapevole e attenta della sentenza del TAR spiega bene che sia lo Statuto comunale, sia la Costituzione, ma anche la giusprudenza recente prevedono la presenza di ambo i sessi in Giunta.
Siccome la legge sugli enti locali dice che gli assessori non debbono essere al tempo stesso consiglieri comunali, non sarà possibile in alcun modo giustificare l'assenza di almeno una donna nell'esecutivo.
Come abbiamo più volte detto al sindaco, c'è tutto l'universo femminile a cui attingere non solo nella nostra città ma anche nel resto d'Italia (da Cicciolina a Margherita Hack!).
L'ipotesi paventata da alcuni organi di stampa secondo cui vi sarebbe la volontà di riproporre gli stessi 5 assessori (tutti maschi) sarebbe un insulto alla legalità e allo stesso TAR dell'Umbria e ci costringerebbe ad iniziative clamorose, sia a livello locale che nazionale. A quel punto sarebbero il Prefetto e lo stesso Ministro degli Interni a doversi pronunciare.

Carlo Cianetti, primo firmatario del ricorso sulle quote rosa.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-06-2012 alle 16:58 sul giornale del 23 giugno 2012 - 661 letture

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