Migliaia in marcia ad Assisi contro infortuni e morti bianche

morti bianche 6' di lettura 30/06/2012 - Una marcia per richiamare l’attenzione nazionale sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e promuovere una nuova cultura della prevenzione di incidenti per combattere infortuni e morti bianche. È con questa finalità che l’Anmil (associazione nazionale lavoratori e invalidi del lavoro) promuove la prima Marcia nazionale per la sicurezza sul lavoro, che si terrà oggi, sabato 30 giugno, ad Assisi.

“La marcia - spiega una nota dell’Anmil - che, per questo primo anno, sarà ospitata ad Assisi, un luogo simbolo per questo tipo di manifestazioni, diventerà un appuntamento annuale che l’Anmil vuole condividere anche con le istituzioni e i sindacati nella convinzione che questa manifestazione promuove un tema che non può vedere separazioni o interessi di categoria” affinché non ci sia “né disinteresse né accettazione verso eventi troppo spesso ritenuti – a torto – frutto di tragiche fatalità, mentre il sistema di tutela delle condizioni di lavoro, le norme antinfortunistiche, ogni possibile strumento o iniziativa in grado di preservare la salute e la vita dei lavoratori e l’assicurazione pubblica contro gli infortuni, non possono essere sacrificati”.

Molte le adesioni locali già pervenute (come il Partito democratico di Federico Masciolini e Simone Pettirossi e i Democratici e popolari di Claudia Travicelli, ex alleati che, per la prima volta, aderiscono all’unisono) come anche gli attestati di plauso all’iniziativa (come quello del segretario nazionale del Pd Pierluigi Bersani). Plauso anche dal sindaco di Assisi Claudio Ricci, il cui auspicio è che “questa importante iniziativa possa identificarsi definitivamente con la Città di Assisi e l’Umbria tutta, rispecchiandosi in queste terre che rappresentano il Francescanesimo e, legata ad esso, la sacralità del mettere a disposizione le proprie risorse per la comunità. Il lavoro - ha aggiunto - è un valore sacro, tanto quanto è fondamentale diffondere la cultura della sicurezza sul lavoro, una consapevolezza necessaria per affrontare la quotidianità”.


Il programma

I partecipanti si daranno appuntamento alle ore 9, ad Assisi, di fronte alla basilica di Santa Chiara, dove riceveranno i saluti del sindaco Claudio Ricci e del presidente nazionale dell’Anmil Franco Bettoni, che interverranno insieme alla senatrice Patrizia Bugnano (commissione di inchiesta sugli infortuni sul lavoro e le morti bianche al Senato) e una vasta rappresentanza delle principali sigle sindacali. A seguire, i partecipanti - migliaia provenienti da 35 province italiane - formeranno il suggestivo corteo che sfileranno per le vie del centro storico, passando per piazza del Comune fino alla basilica di San Francesco, per poi marciare alla volta della basilica di Santa Maria degli Angeli.
Al termine della Marcia, alle ore 12.00, nella basilica angelana il vescovo di Assisi Domenico Sorrentino celebrerà una Messa commemorativa di tutte le vittime del lavoro.


Da gennaio oltre duecento morti bianche: il rapporto di Vega Engineering

Di seguito riportiamo il rapporto stilato dall’osservatorio per la sicurezza sul lavoro Vega Engineering di Mestre che ha analizzato il numero degli incidenti mortali sul lavoro nei primi mesi del 2012, dimostrando come il fenomeno abbia ormai assunto le dimensioni di una vera e propria emergenza nazionale.


“Mai negli ultimi tre anni nel nostro Paese si era registrato un numero così elevato di vittime sul lavoro in un mese. Sono 71, infatti, le morti bianche rilevate a maggio dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering. E salgono a 208 gli infortuni mortali nei primi cinque mesi del 2012. Mentre nel monitoraggio compare una nuova voce tra le cause di morte: eventi sismici e atmosferici con quasi il 10 per cento del totale delle vittime.
Numeri sconfortanti che scaturiscono anche dal terremoto che ha colpito duramente il cuore produttivo del Paese nelle ultime settimane. Così l’Emilia Romagna - che era terza nella triste graduatoria delle morti bianche fino ad aprile - balza tragicamente in cima alla classifica, scalzando per la prima volta la Lombardia, complici purtroppo le tragiche conseguenze che ha provocato il sisma in particolar modo le scosse del 20 e del 29 maggio; sono infatti 34 le vittime rilevate in regione dall’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro di Vega Engineering in regione. Erano 15 alla fine del primo quadrimestre. Più che raddoppiate in 31 giorni. Ma c’è di più, perché anche nel bilancio nazionale l’incremento degli infortuni mortali sul lavoro è stato significativo: passando dai 137 rilevati fino a fine aprile ai 208 di fine maggio. Più di due decessi al giorno. E, intanto, la variazione rispetto allo stesso periodo dello scorso anno per la prima volta nel 2012 pone un segno positivo e sconfortante pari al 3 per cento.

La principale causa di morte registrata dall’Osservatorio è quella provocata da una caduta dall’alto (23,1 per cento delle morti), seguita dallo schiacciamento dovuto alla caduta di oggetti pesanti dall’alto (18,8 per cento); al terzo posto il ribaltamento di un veicolo/mezzo in movimento (16,8 per cento); al quarto eventi atmosferici e sismici (9,1 per cento). E ancora il contatto con organi lavoratori in movimento (6,3 per cento). Seguono le morti dovute a cause elettriche dirette ed indirette (4,3 per cento), il decesso dovuto all’investimento da mezzo semovente (3,4 per cento); l’annegamento (2,9 per cento); il seppellimento o sprofondamento (1,9 per cento) come il soffocamento o intossicazione da gas. L’1,4 per cento dei morti è stato vittima di un letale contatto con oggetti/mezzi in movimento e per esplosione.

Il settore più a rischio con il 35,3 per cento dei casi di morti bianche di tutto il Paese è l’agricoltura, seguito dal settore delle costruzioni (22,2 per cento). Il 7,7 per cento degli eventi mortali, invece, è stato registrato nel commercio e nelle attività artigianali; mentre il 7,2 nei trasporti, magazzinaggi e comunicazioni; il 3,9 per cento dei decessi è stato registrato nella fabbricazione di macchine e apparecchi meccanici; il 3,4 per cento nella produzione e distribuzione/manutenzione di energia elettrica, gas, acqua; il 2,9 per cento nei servizi così come nel settore della gomma e della plastica e nelle industrie alimentari.

Il dettagliato studio dell’emergenza condotto dagli esperti dell’Osservatorio Vega Engineering (tutti i dati sono disponibili sul sito www.vegaengineering.com) continua quindi con la nazionalità delle vittime. Si scopre così che gli stranieri deceduti sul lavoro sono il 13,8 per cento del totale. Mentre le fasce d’età più coinvolte nel dramma sono quelle che vanno dai 45 ai 54 anni (49 vittime), quella dei 35 - 44enni (47 morti), degli ultrasessantacinquenni (42) e quella tra i 55 e i 64 anni (35). Rispetto alla popolazione lavorativa l’indice di incidenza più preoccupante è proprio quello degli ‘over 65’ (111,7); segue il 13 della fascia 55-64 e il 7,8 dei 45-54”.






Questo è un articolo pubblicato il 30-06-2012 alle 01:24 sul giornale del 30 giugno 2012 - 818 letture

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