Freddii: ''Quote rosa offensive e umilianti per il genere femminile''

Rino Freddii 2' di lettura 14/07/2012 - Come era facile prevedere, durante il Consiglio Comunale del 12 luglio nessun firmatario del ricorso al TAR sulla parità di genere ha sentito il dovere etico, morale e politico di prendere le distanze dalle offese personali al Sindaco Ricci contenute nell’articolo de “Il Fatto Quotidiano”.

È stata questa l’ulteriore dimostrazione che il vero obiettivo dell’opposizione di Assisi era ed è quello di mettere in difficoltà la maggioranza, mascherandolo con un falso interesse per la parità di genere e approfittando, senza tanti scrupoli, della buonafede di alcune donne.
La totale assenza di spettatori e stampa durante la seduta consiliare ha confermato quanto andiamo sostenendo da tempo, e cioè che in momenti di crisi come quello che stiamo attraversando una Giunta al maschile non è sicuramente un problema prioritario per i cittadini, che invece pretendono risposte e provvedimenti su lavoro e sicurezza.

Nel mio intervento ho evidenziato inoltre che poiché gli impegni futuri dell’Amministrazione saranno così molteplici e complessi da non rendere possibili e sostenibili né ritardi né tantomeno errori, bene ha fatto Ricci, dimostrando grande responsabilità amministrativa, a riconfermare la precedente Giunta formata da Assessori competenti, con notevole esperienza amministrativa e che godono da due legislature di un consenso elettorale senza precedenti.
È vero che un Assessore può essere nominato anche tra i non eletti e addirittura anche se non inserito nelle liste dei gruppi politici, a patto però che capiamo la sostanziale differenza tra “può essere nominato” e “deve essere nominato”, perché è in quella differenza che è racchiusa l’essenza della democrazia.
Ho aggiunto inoltre che sicuramente la parità di genere nel settore politico/amministrativo, come del resto in quello lavorativo e sociale, è una problematica da affrontare e risolvere con norme chiare e certe, finora mancanti. È importantissimo, quanto difficile, trovare il giusto equilibrio tra il fine ed i mezzi per raggiungerlo. Infatti imporre per legge un candidato solo per il sesso a cui appartiene credo che limiti notevolmente la sovranità popolare, un valore fondamentale ed irrinunciabile.

Personalmente ritengo che le “quote rosa” rinneghino la meritocrazia e siano offensive ed umilianti per il genere femminile e penso che ogni donna desideri essere apprezzata per le sue obiettive capacità e non certo perché “imposta” da una legge o una norma.
Non è possibile pretendere che il genere venga anteposto alla meritocrazia.
Quello che si potrebbe fare invece è obbligare i partiti ad inserire nelle liste elettorali lo stesso numero di uomini e donne, dopodiché tra i valori da prendere in considerazione per la scelta dell’esecutivo non può che esserci anche il responso dell’urna.


da Rino Freddii
Gruppo consiliare Popolo della Libertà





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 14-07-2012 alle 03:24 sul giornale del 14 luglio 2012 - 1027 letture

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