Quote rosa, la replica di Bartolini: ''In giunta nessuno vuole scendere da cavallo''

Giorgio Bartolini 2' di lettura 19/07/2012 - Leggo un attacco alla mia persona da parte del consigliere Apostolico (ex AN) rispetto alla giusta posizione presa dalle opposizioni sul mancato rispetto da parte del sindaco di quanto deliberato dai giudici del Tar per l’inserimento in giunta di una donna.

Chiarito preliminarmente che certe affermazioni dell’estensore della nota, o di chi l’ha ispirata, visto che il consigliere in questione è noto per i suoi “silenzi” in ogni sede, mi colgono indifferente, ho il dovere di avanzare alcune precisazioni.
Innanzitutto si impone di passare ai “ricordi”, evocati dallo stesso consigliere.

Tutti ricordano che l’odierno “scudiero”, stando a “conclamati ordini di scuderia imposti da Ricci”, fece proprio lui, insieme ad alcuni amministratori “federali” locali, cadere l’amministrazione comunale, perché chiedevano “la testa” dell’assessore Elena Centomini, e l’amministrazione da me presieduta fu commissariata perché non volli cedere a tanto ricatto. Un atto vero di rispetto per le donne.

Oggi stupisce il comportamento di un sindaco che, a parole, dice di essere il garante della democrazia e dei diritti di tutti, ma, nei fatti invece, pur di perseguire presunte carriere politiche, visto che al comune di Assisi è al secondo mandato, si rimangia tutto e, ancor peggio, calpesta la legge, ignorando una sentenza dei giudici che, proprio sulla questione di una donna in giunta, hanno azzerato l’organo stesso.
Da qui ovvia la domanda: ma ci vorrebbe poi così tanto a sostituire un uomo con una donna, ponendo così fine a sacrosante polemiche, come da legge e come fatto dal sindaco di Roma e dai Presidenti delle Regioni Lazio e Sardegna, secondo quanto dettato dal buon senso?

L’amministrazione si dovrebbe concentrare sui problemi economici e sociali di aziende e famiglie, e sia Freddii che Apostolico dovrebbero sapere che questo è il compito della maggioranza. Lo facciano se ne hanno le capacità. Ricci vorrebbe addirittura far travisare anche questo atto come prova di “muscoli”; di fatto è solo la riprova di un suo ennesimo atto di egoismo.
Nessuno dei 5 attuali assessori vuole scendere da cavallo ed ogni rimpasto, pur imposto dalla legge, avrebbe immediate, ed anche catastrofiche, ripercussioni sulle sue ambiziose mire politiche. Tra l’altro, le opposizioni pagano il ricorso di tasca propria, al contrario delle spese del Sindaco che, ignorando l’ufficio legale del Comune utilizzandone uno esterno, sono a carico dei cittadini con i soldi dell’IMU”.


da Giorgio Bartolini
Gruppo consiliare Lista Bartolini





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-07-2012 alle 03:05 sul giornale del 19 luglio 2012 - 698 letture

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