Brufani: ''L'Unpli si rinnova, ma nessuno ne sa niente''

Unpli 3' di lettura 26/07/2012 - Ci sono elezioni di cui si parla tanto, quelle politiche, che riescono perfino a stancare i poveri cittadini che si devono sorbettare comizi, propaganda, manifesti, vele ecc. e ci sono elezioni, come quelle programmate per sabato 28 c.m. a Trevi per l’elezione del direttivo regionale delle Pro Loco, o meglio dell’UNPLI (Unione Nazionale pro Loco d’Italia) di cui invece non solo non ne parla nessuno, ma sembra addirittura che non se ne debba parlare.

Eppure parliamo di circa 260 pro loco, nella sola Umbria, con una base di almeno 2.500 – 3.000 soci. Quindi stiamo parlando di una elezione il cui esito segnerà i destini futuri di questo mondo associativo che interessa una grossa fetta di volontari.
Quei volontari e quei soci tanto utili e ricercati quando c’è da lavorare, ma sembra poco considerati quando debbono essere informati su un importante avvenimento come quello delle votazioni. E ancora meno ricercati quando dovrebbero essere loro, cioè la base a dare l’indicazione al delegato (di solito il presidente di ciascuna Pro Loco) su quali criteri seguire per la scelta soprattutto del candidato alla presidenza Regionale.

Dunque una corretta gestione di una pro Loco imporrebbe che il presidente dia massima diffusione dell’avvenimento ai soci ed al consiglio direttivo, esponga i curriculum ed il programma dei vari candidati e dopo una ampia discussione raccolga le indicazioni e la delega per esprimere il voto il giorno dell’assemblea elettiva. Non solo ma dovrebbe anche informare almeno con un avviso affisso presso la sede della Pro Loco della possibilità di esprimere candidature e dell’eventuale giorno di scadenza per la presentazione delle stesse. Questa la regola secondo il buon senso e secondo i principi a cui si ispirano le pro Loco.
Ma come nella barzelletta che molti conoscono un conto è la teoria ed un conto è la pratica.
Che vuol dire tutto ciò: che in pratica, almeno per le Pro loco che ho avuto modo di contattare nessuno sa niente, nemmeno i consiglieri del direttivo, oltre che i soci. E dunque tutto rimane nelle mani dei presidenti, che secondo accordi o convenienze, usando il potere di delega, molto probabilmente nemmeno espressa, votano a loro piacere, spesso facendo carta straccia di curriculum e programmi. Ma non solo con la mancata informazione hanno impedito ad alcuni elementi di candidarsi in tempo.

Naturalmente la principale colpa è del consiglio Regionale uscente che non ha saputo diramare delle direttive precise in nome della trasparenza, e della democrazia, ma anche di chi avendone la possibilità non ha saputo o non ha voluto interpretare il ruolo di collegamento con la base. Ma come si sa in Italia la vera democrazia è un “optional” al massimo cosa riservata ai soli addetti ai lavori.


In allegato la convocazione dell’assemblea elettiva








Questo è un comunicato stampa pubblicato il 26-07-2012 alle 23:36 sul giornale del 27 luglio 2012 - 660 letture

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