'Le cerase e i mostaccioli' presenta: i mostaccioli di San Francesco

Mostaccioli di San Francesco 04/10/2012 - Nuovo appuntamento con “Le cerase e i mostaccioli”, la rubrica curata dalla foodblogger Chiara Giontoni, che ogni mese regala ai lettori di Vivere Assisi una ricetta della tradizione assisana e locale. La ricetta di ottobre, dedicata alle celebrazioni per il Patrono d’Italia, è quella dei mostaccioli di San Francesco.

In occasione del 4 ottobre 2012, in questa data così importante per la Città di Assisi ed il nostro Paese, sono lieta di poter far conoscere agli affezionati lettori di “Vivere Assisi” l’epilogo di un’amicizia tanto fraterna quanto vera e pura, quella tra san Francesco d’Assisi e Frate Jacopa De' Settesoli, che per Francesco morente preparò i mostaccioli, biscotti preparati con mandorle, miele e zucchero di cui segue la storia e la ricetta per la preparazione di questi dolci antichi, fatti di ingredienti semplici che ad Assisi ogni 4 ottobre vengono preparati con tanto amore e devozione.

Nel libro “Frate Jacopa, la nobildonna romana amica di San Francesco” scritto da Padre Edouard d'Alençon, possiamo leggere che: “Per la morte di San Francesco, nell’immagine rappresentata da Giotto nell’ultimo affresco dedicato alle storie del Santo, realizzate nella Basilica Superiore dedicata al Santo di Assisi (a lato, ndr), Jacopa dè Settesoli è raffigurata di spalle, con piglio deciso e quasi maschile, mentre sorregge la barella con le spoglie di San Francesco. Infatti vedendo questa scena ci si può rendere conto che, le due donne di cui il Santo diceva: “Dell’una e dell’altra mi è noto il volto” al momento del compianto, avvenuto a San Damiano, per l’ultima volta sono contemporaneamente presenti innanzi a lui, consolate dall’Amore che lui aveva indicato loro, di cui rimasero testimoni e continuatrici”.
Così leggiamo nelle Fonti Francescane: Quando Francesco sentì avvicinarsi la sua ultima ora, disse ad un frate di scrivere una lettera per Jacopa, per informarla della sua morte imminente e chiedendole di raggiungerlo alla Porziuncola, recandogli una veste per la sepoltura e candele per il funerale: “A donna Jacopa, serva La morte di San Francescodell'Altissimo, frate Francesco, poverello di Cristo, augura salute nel Signore e comunione nello Spirito Santo. Sappi, carissima, che il Signore benedetto mi ha fatto la grazia di rivelarmi che è ormai prossima la fine della mia vita. Perciò, se vuoi trovarmi ancora vivo, appena ricevuta questa lettera, affrettati a venire a santa Maria degli Angeli. Poiché se giungerai più tardi di sabato, non mi potrai vedere vivo. E porta con te un panno di colore cenerino per avvolgere il mio corpo e i ceri per la sepoltura”. Alla fine della lettera, poi, esprimeva un desiderio: Ti prego anche di portarmi quei dolci, che tu eri solita darmi quando mi trovavo malato a Roma”.
Proprio mentre i frati stavano cercando qualcuno che portasse la lettera a Roma, Francesco sentì che Jacopa stava già recandosi da lui. Immediatamente dopo, si udì bussare alla porta della minuscola capanna adiacente la cappella, che fungeva da infermeria... Ella era arrivata con i suoi figli. Per lei, alla Porziuncola, fu tolta la clausura, che non era mai stata soppressa nemmeno per Chiara. Jacopa aveva portato tutto ciò che Francesco desiderava, inclusi i dolci, fatti con mandorle, zucchero ed altri ingredienti, noti allora a Roma e nel circondario, col nome di mortarioli. Gli recò anche una veste da lei stessa tessuta e che poi servì come veste mortuaria, un cuscino di seta rossa con ricamati i leoni di casa Frangipane e le aquile imperiali ed il suo velo nuziale di seta bianca lavorato a rombi e gigli su cui erano ricamate con lettere in seta e oro le parole: “ama, ama, ama”. Jacopa gli rivelò che, mentre stava pregando a Roma, una voce divina l'aveva avvertita che presto lui sarebbe passato ad altra vita, e che le avrebbe chiesto di portargli le cose che ella gli aveva appena recato”.

I mostaccioli di San Francesco d’Assisi
Ricetta di Chiara Giontoni

Ingredienti
400 gr. di farina di grano tenero “00”,
100 gr. di farina di nocciole,
200 gr. di burro a dadini,
150 gr. di zucchero a velo,
3 tuorli d’uovo,
(più un altro tuorlo d’uovo a parte che servirà per spennellare la superficie dei mostaccioli),
2 cucchiai di miele millefiori,
1 bustina di lievito in polvere per dolci,
un cucchiaino di cannella in polvere,
un cucchiaino di fantasia di pepe in polvere.

Procedimento
Accendete il forno a 150°, se avete un forno elettrico lasciatelo sulla funzione forno statico, particolarmente adatta per la cottura dei dolci, poi setacciate la farina di grano tenero e versatela all’interno del robot da cucina, a seguire aggiungete i 100 gr. di farina di nocciole, i 200 gr. di burro a dadini, i 150 gr. di zucchero a velo, i 3 tuorli d’uovo, i due cucchiai di miele, il lievito per dolci in polvere, e infine un cucchiaino di cannella e un cucchiaino di fantasia di pepe in polvere.

Ora che tutti gli ingredienti sono all’interno del robot da cucina, chiudetelo con l’apposito coperchio e azionatelo alla velocità 2, fino a che il composto non sarà ben amalgamato e formerà una palletta raggiungendo la consistenza di una pastafrolla abbastanza morbida.

Ora che l’impasto è pronto potete infarinare la spianatoia e il mattarello, questa importantissima operazione farà sì che l’impasto non si attacchi mentre lo stendete. Ora che l’impasto è ben spianato all’altezza di ½ cm circa potete utilizzare il taglia biscotti dalla forma romboidale e ricavare i mostaccioli fino a che non avrete finito l’impasto.

Quando tutti i mostaccioli saranno pronti, potete spennellate la loro superficie con il tuorlo d’uovo rimasto ed infornarli su una placca antiaderente, nel forno già caldo a 150° per max. 20/25 minuti. I mostaccioli saranno cotti quando la loro superficie risulterà bella dorata e lucida.





Questo è un articolo pubblicato il 04-10-2012 alle 03:40 sul giornale del 04 ottobre 2012 - 7890 letture

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Agnese

04 ottobre, 13:03
E il mosto?

Chiara Giontoni

04 ottobre, 17:30
Ciao Agnese, ti ringrazio per la domanda, infatti come hai potuto vedere nella ricetta il mosto non è compreso tra gli ingredienti, questo perchè il nome dei mostaccioli deriva dal termine “mortarioli”, in quanto ai tempi di San Francesco questi dolci venivano preparati pestando tutti gli ingredienti nel mortaio “mortarium”, per questo originariamente il loro nome era mortarioli, che nel tempo è diventato mostaccioli.
Inoltre bisogna anche considerare il fatto che San Francesco ebbe modo di conoscere ed apprezzare i Mostaccioli mentre si trovava malato a Roma e poiché storicamente non è riscontrabile il periodo esatto in cui gli vennero preparati da frate Jacopa, non è idoneo inserire il mosto, in quanto è un prodotto prettamente autunnale.

cinzia barbirotto

05 ottobre, 11:35
ciao,sono una devota a san francesco e ieri 4 ottobre ho provato a fare questi biscotti,solo che ho un'altra ricetta,volevo sapere qual'è quella originale?nella ricetta che ho io non c'è il burro e ci sono le mandorle tritate,il miele è in maggiore quantità,non ci sono le uova.spero vogliate rispondermi,grazie

Chiara Giontoni

13 ottobre, 18:45
Ciao Cinzia, scusa se rispondo solo ora al tuo quesito.
Probabilmente la ricetta che hai realizzato(senza uova e burro)è di origine "partenopea", poichè prevede l'utilizzo di mandorle e miele, ingredienti presenti anche nell'impasto dei mostaccioli napoletani, comunque buoni e genuini. Per quanto riguarda invece l'origine, ti posso dire che è tipico delle ricette tramandate nel tempo, custodire gelosamente le modalità di preparazione ed alcuni ingredienti
"segreti", per questo ti posso consigliare di provare anche la "mia" proposta, in modo tale da poter decidere quale delle due versioni si avvicina di più ai tuoi gusti personali.