Frate Alessandro sbarca nei negozi di dischi

Frate Alessandro Brustenghi 16/10/2012 - E’ uscito ieri, lunedì 15 ottobre, l’album “Voice from Assisi” inciso dal frate angelano Alessandro Brustenghi, da qualcuno ribattezzato il “tenore del futuro”, che ha conquistato la più grande casa discografica del mondo, la Decca-Universal.


Un viaggio inconsueto e incredibile, quello del frate 34enne dell’ordine dei frati minori, che dal tempo della spiritualità (la porziuncola di Santa Maria degli Angeli, là dove la ha allietato una moltitudine di fedeli) è volato nel tempio del pop, gli studi londinesi di Abbey Road, dove colonne portanti della storia della musica hanno scritto un pezzo di carriera (dai Beatles ai Pink Floyd, tanto per citarne un paio).
La sua “opera prima”, l’album “Voice from Assisi”, raccoglie alcuni brani del repertorio sacro con i quali frate Alessandro ha portato negli studios di Londra il messaggio di San Francesco.
“E’ stato molto bello - racconta frate Alessandro a Radio Vaticana -, perché pensavo a quanta musica ha commosso i cuori di tante persone, quante persone hanno cambiato la propria vita ascoltando una canzone. E questo è stato possibile perché qualcuno ha lavorato, ha registrato, ha promosso. Allora io entrando in Abbey Road ho sentito tutto questo. E di ciò non sono stato emozionato, ma felice”.
Un talento fuori dal comune e una vita dedicata alla musica quella del “frate dalla voce divina”, cresciuto “con una concezione molto spirituale del canto ricevuta da due grandi maestri a livello musicale: Johann Sebastian Bach e Michael Jackson”. Una cultura musicale ampia ed eterogenea quella dell’eclettico frate, cresciuto ascoltando Bach e Bjork fino alla vocazione spirituale in seguito alla quale il cantante ha scelto di consacrare la vita a Dio. Ed è per Dio e per i fedeli che, nella maestosità della basilica di Santa Maria degli Angeli, la voce di frate Alessandro ha riecheggiato per anni, altrettanto maestosa e soave, nelle solenni celebrazioni liturgiche. Poi il contatto con la Decca Records, una delle principali case discografiche del mondo che, fra gli artisti che hanno legato il loro nome all’etichetta inglese, annovera anche il compianto Luciano Pavarotti: “per una serie di coincidenze - si legge nella biografia del tenore con saio e sandali -, è stato messo sotto contratto da Mike Hedges - produttore degli U2 - per la realizzazione di un disco di arie sacre”.
“Tutto viene da Dio - afferma il frate -, arricchisce l’umanità e torna a Dio. Poi ascoltando cosa Francesco dice riguardo ai talenti, ho interiorizzato il fatto che la musica è il modo con cui Dio mi permette di amare e di comunicare il suo amore. Nella mia vita poi ho sperimentato la Provvidenza, proprio perché non ho cercato nulla e ho visto che c’è stata una continua proposta che ho riconosciuto anche grazie ai frati e agli amici, che mi hanno aiutato a riconoscere la presenza di Dio in tutto questo. Forse il Signore ci sta chiedendo di evangelizzare semplicemente essendo noi stessi, poche pianificazioni a tavolino; ascoltare la voce di Dio e andare!”.







Questo è un articolo pubblicato il 16-10-2012 alle 03:57 sul giornale del 16 ottobre 2012 - 6550 letture

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