Bastia Umbra: area ex mattatoio, parla il progettista. ''Offeso dalle parole di Brozzi''

Progetto area ex mattatoio 6' di lettura 13/02/2013 - Con riferimento a quanto pubblicato su diverse testate di giornali locali e sulla rete mi ha colpito l’affermazione che riporto di seguito: “Consideriamo questa scelta” ha sottolineato Vannio Brozzi “offensiva rispetto alla storia e all'immagine di Bastia. Inoltre, in questo modo si vanifica la possibilità di valorizzare un area di grande pregio. Andavano ricercate soluzioni di cerniera tra il centro storico e l'uscita/ingresso di Bastia”.

In qualità di progettista del piano attuativo della piazza del mercato, mi sento in dovere di scrivere le ragioni che hanno motivato il progetto, perché mi sento offeso personalmente da queste parole, che pesano sulla mia dignità intellettuale e giudicano il mio operato di scarso valore, e sinceramente trovo inappropriato chi giudica l’architettura senza avere la competenza per poterlo fare. Mi meraviglio che si parli di questo progetto come di una novità, visto che è stato presentato con più soluzioni, in più sedute pubbliche aperte ai cittadini e a confronti con gli amministratori. Ho avuto la fortuna di avere una committenza illuminata, che crede in questo progetto, che va oltre gli aspetti speculativi, ma ha il desiderio di poter lasciare un segno riconoscibile e di valorizzazione per la propria città, un atto di riconoscenza per una terra che ha dato molto alle loro Imprese, sia in termini di lavoro che di riconoscibilità attraverso la qualità espressa con le molte opere che hanno realizzato sul territorio. Auspico che leggendo quello che scrivo, possa il Sig. Vannio Brozzi convenire, che le scelte adottate nella stesura del progetto, sono per valorizzare un’area, ora a parcheggio, degradata, con edifici dismessi ed in parte abbandonati e solamente quando le opere previste nel piano adottato saranno realizzate, potrà essere chiamata di grande pregio.

Il cuore del progetto: costruire sul costruito
Valorizzazione e contemporaneità di forme e materiali attraverso il calibrato studio filologico delle preesistenze e dei rapporti con il contesto, recuperando e restaurando gli elementi di interesse storico artistico, attraverso il rispetto per la storia e la comunicazione della nuova immagine di Bastia dove l’area dell’ex mattatoio assume il ruolo di porta della città.
La qualità estetica degli edifici e la qualità dei materiali utilizzati è garantita attraverso un sistema di edifici pensati con forme morbide in pianta, che seguono il principio della irregolarità dei percorsi viari tipici dei centri storici italiani, stesso principio che e stato rilevato nel centro storico di Bastia Umbra ed applicato nel progetto, ed in particolare e’ stato ubicato un edificio sulla piazza del mercato, come elemento di cerniera tra la piazza e il centro storico.
Questo edificio con destinazione al primo piano Biblioteca Comunale e commerciale al piano terra, potrà garantire un giusto rapporto tra luogo civico e di servizio pubblico ed assolvere al compito architettonico di contrafforte volumetrico e perimetro visivo verso l’area Petrini, così da creare la sensazione della piazza, che in urbanistica si intende uno spazio pubblico racchiuso all'interno di un centro abitato.
La valorizzazione della piazza del mercato è imprescindibile dal recupero dell’ex mattatoio che diventerà un luogo pubblico per tutti i bastioli, una vera casa per tutti i cittadini, un luogo di confronto dove poter mostrare la storia ed il futuro della città umbra. La piazza attraverso la diversa ubicazione dell’attuale parcheggio, che sarà costruito interrato al di sotto della stessa, assumerà l’identità assoluta di vera piazza cittadina : un luogo di incontro per tutta la collettività.
La biblioteca e l’edificio antistante ad essa, lungo la via IV novembre, dialogheranno tra loro attraverso una rampa – gradinata e una rampa – alberata, due spazi pubblici, il primo pensato come luogo dove le persone possono sedersi, fermarsi e vivere il quotidiano in tutti i diversi aspetti che appartengono alla funzione di spazio pubblico, il secondo come luogo di cerniera, dove il paesaggio assume il ruolo di conciliare l’architettura dei pieni con quella dei vuoti.
Il complesso edilizio che si dipana tra la piazza e via Allende è composto da volumi con altezze diverse, che lungo via IV novembre, sono a due livelli fuori terra e su via Allende, in una minima parte diventano a tre livelli fuori terra, così da creare uno skyline riconoscibile e in rapporto con la città antica, formata da case torri, palazzi pubblici e residenze minori.
Unica eccezione in altezza sono le due palazzine per le residenze, che sono composte da un piano terra a garage e quattro livelli superiori per abitazioni, questa composizione è stata ritenuta necessaria per creare un giusto dialogo architettonico con le preesistenze,che hanno in questa parte della città, uno sviluppo verticale molto accentuato.
Gli spazi aperti, raccolgono la distribuzione di funzioni coerenti con la razionalizzazione della viabilità interna, di collegamento e delle infrastrutture di servizio, la sistemazione del verde e la valorizzazione delle preesistenze paesaggistico morfologiche ed utilizzando materiali e tecnologie ecosostenibili.
In particolare tutto l’intervento è caratterizzato attraverso un processo realizzativo degli edifici basato su criteri di sostenibilità e compatibilità ambientale riguardo materiali e tecnologie, un’architettura responsabile con l'utilizzazione di nuove tecnologie a bassa domanda energetica, che permetterà di perseguire il tema dell'ecosostenibilità ed il rispetto per l’uomo.
Una vita dedicata all’architettura
Pietro Carlo Pellegrini studia architettura a Roma e si laurea a Pescara nel 1983.
è direttore scientifico del Master post-universitario Il Progetto dello Spazio Pubblico con sede a Lucca, ha insegnato presso le facoltà di architettura di Genova e Ferrara e ha partecipato in qualità di docente a seminari di progettazione presso le facoltà di architettura di Delft, Napoli e Venezia. Il suo lavoro è stato esposto alla 8°, 9° e 12° Biennale di Venezia. Ha ricevuto vari premi, tra cui il Premio ANDIL OPERA PRI MA 1992, il PRE MIO DEDALO 1999, il Premio internazionale ECOLA AWARD 2008 e nel 2003 la Menzione D’Onore. Attività Produttive e per il Pubblico - Medaglia d’Oro all’Architettura Italiana - Triennale di Milano.
Ha progettato e realizzato molti edifici pubblici e residenziali, tra i quali sono da ricordare: il Museo della Cattedrale, il Chiostro - Casa di Accoglienza per i Pellegrini - muro della Memoria nel Monastero di S. Gemma, il Museo Nazionale del Fumetto e dell’Immagine e il Polo Tecnologico a Lucca, la Fondazione Lazzareschi a Porcari, il Museo Storico della Resistenza a S. Anna di Stazzema, il Memoriale Giuseppe Garibaldi a Caprera.
La sua opera è stata pubblicata su libri e riviste in Italia e all’Estero e in parte documentata nella monografia “Pietro Carlo Pellegrini – Architettura e progetti 1992-2007.” Skira Editore 2007.


da Pietro Carlo Pellegrini
Architetto





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-02-2013 alle 02:58 sul giornale del 13 febbraio 2013 - 1763 letture

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