Imu, Freddii: ''Dall'opposizione proposte contrastanti''

Rino Freddii 2' di lettura 19/02/2013 - Dimostrare che ad Assisi si pagano più tasse che altrove è diventata per l’opposizione una vera e propria fissazione.

Ancora non si sono resi conto (o forse fingono) che tutti i cittadini, proprio tutti, hanno individuato benissimo chi dice la verità, poiché è stato ed è facile verificare, confrontandosi con amici e conoscenti residenti in altre località, se e quanto esce in meno dalle proprie tasche per pagare “tutte” le tasse e le tariffe comunali.: IMU, addizionale IRPEF, mense e trasporti scolastici, tassa di scopo, nettezza urbana e quant’altro.
Questa volta a sostegno della propria tesi la minoranza utilizza i dati del ministero, secondo i quali la media dei versamenti per l’IMU ad Assisi è più alta che in altre realtà.
Da profano quale sono mi permetto di sottolineare che i dati sopra citati sono puramente statistici (come quelli sul numero dei polli che mangiano gli italiani) e sono fuorvianti poiché la comparazione non è tra edifici con la stessa superficie e classificazione catastale, ma indistintamente tra tutti gli immobili individuati come prima casa.
Per chi ha la memoria corta è bene ricordare, a proposito dell’IMU (regalo del governo Monti), che le opposizioni assisane al momento della discussione in aula fecero due “proposte” come al solito contrastanti. Il gruppo Bartolini propose di abbassare le aliquote sia per le prime che per le seconde case senza indicare, come ora, in che modo coprire finanziariamente le minori entrate, quindi di fatto non proponendo niente. Addirittura la sinistra, per controbilanciare il minor gettito delle prime case, indicò come copertura l’aumento per le seconde case e quindi anche per capannoni industriali ed artigianali, studi professionali, alberghi, ristoranti, magazzini, cioè per quelle realtà che generano lavoro.
Indipendentemente da tutto ciò ritengo comunque il confronto con altri comuni stimolante e necessario per crescere, ma a patto che si tenga conto della fiscalità totale, dell’estensione e morfologia del territorio, del numero e della particolarità dei centri storici presenti, della qualità dei servizi offerti (non solo per i residenti, ma anche per i milioni di visitatori), altrimenti è solo un esercizio strumentale e demagogico finalizzato al proprio tornaconto partitico.


da Rino Freddii
Gruppo consiliare Popolo della Libertà





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 19-02-2013 alle 23:51 sul giornale del 20 febbraio 2013 - 951 letture

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