Boom di iscritti alla scuola di formazione Giuseppe Toniolo

3' di lettura 27/02/2013 - Dopo il successo e le numerose adesioni del primo appuntamento, è prevista per oggi, mercoledì 27 febbraio 2013 alle ore 19, sempre presso l’Istituto Serafico di Assisi la seconda lezione della scuola di formazione socio-politica della Diocesi di Assisi. Il tema riguarderà le Antropologie a confronto e sarà affrontato da Fr. Paolo Benanti.

Numerosi sono gli iscritti alla Scuola di Formazione Socio-Politica Diocesana “Giuseppe Toniolo”, fortemente voluta da Mons. Domenico Sorrentino. Il presule con entusiasmo e acutezza, nella prima lezione tenutasi lo scorso 19 febbraio, ha sottolineato alcuni aspetti della dottrina sociale della Chiesa, basilari per l'intero percorso formativo.
Mons. Sorrentino ha poi sottolineato che la partecipazione attiva dei cattolici alla vita politica per poter essere efficace e duratura deve necessariamente basarsi su un "logos", espressione di una Verità che, per gli stessi, si identifica con il Cristo, logos del Padre e garante di una autentica “logica” nella costruzione della stessa società civile. In un impegno “incarnato” nella società civile basato sul dialogo anche con i non-credenti e in cui il cattolico si pone come portavoce dei valori cristiani nella società e nella politica, nel rispetto di tutti ma anche decisamente critico di quella logica del relativismo che domina la nostra società.
“Questa iniziativa di formazione” ha detto P. Giovanni Raia, Direttore della Scuola, “si rivolge a quei cristiani che, come il Maestro, hanno il coraggio di dare la vita per il mondo”. L’obiettivo dell’iniziativa diocesana è quello di favorire un rinnovamento dell'impegno dei cattolici nella società italiana che, proprio in questi giorni di tumultuosa campagna elettorale, mostra il bisogno di solidi punti di riferimento che la politica non sembra più in grado di offrire.
La scelta di intitolare la Scuola al Beato Giuseppe Toniolo assume un valore significativo alla luce di quanto questa figura ha rappresentato e rappresenta ancora oggi nella storia del pensiero politico cattolico: non solo fu uno dei principali promotori dell'impegno sociale e politico dei cattolici, ma fu anche un precursore nel suo “pensare” economico. In quanto economista ebbe, nella seconda metà dell'800, il coraggio e l'acutezza di mettere in discussione il pensiero economico dominante della sua epoca: il liberismo. Comprese che una dottrina economica volta all'esclusiva ricerca del profitto, totalmente svincolata da un'etica, non sarebbe stata sostenibile. Pochi decenni dopo la formulazione del suo pensiero la storia gli darà ragione: il liberismo sfrenato porterà alla crisi del 1929 e alla Grande Depressione che creerà terreno fertile per l'ascesa del nazi-fascismo.
“La crisi radicale che viviamo oggi – ha ricordato Mons. Sorrentino - è figlia di un neoliberismo finanziario che ha fatto del mercato il padrone della società e della politica: La via di uscita da questo declino non sono, dunque, i pericolosi populismi ma un pensiero politico illuminato dalla “logica” e da un etica attenta a tutto l’uomo e a tutti gli uomini.”


dalla Diocesi
Assisi, Nocera Umbra, Gualdo Tadino






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 27-02-2013 alle 03:28 sul giornale del 27 febbraio 2013 - 721 letture

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