Freddii indica la porta a Paoletti: ''Restare nel Pdl è da marionette''

Rino Freddii 2' di lettura 13/06/2013 - Aprire i quotidiani e leggere che il vero oppositore al bilancio appena approvato è un membro della maggioranza suscita perlomeno stupore, specialmente in chi vede nell’unità di intenti la via maestra per attraversare la crisi in atto senza subire danni irreparabili.

Come tutti ben sanno i consiglieri comunali possono presentare degli emendamenti (richieste scritte) al bilancio qualora intendano modificare e integrare quanto proposto dal Sindaco e dalla Giunta. A leggere le roboanti dichiarazioni rilasciate alla stampa, ci si immagina che dai banchi dell’opposizione e da Paoletti siano pervenute tante di quelle indicazioni da richiedere ore e ore di discussione e che quei “cattivi” della maggioranza abbiano bocciato chissà quali idee innovative.
Niente di più sbagliato: gli emendamenti, presentati, discussi e respinti in pochi attimi, sono stati solo quattro e riguardavano lo spostamento, a dir poco demagogico, di qualche decina di euro di contributo comunale da un’associazione all’altra.
Per il resto solo proposte chiaramente strumentali perché avanzate verbalmente (quindi non votabili) e il solito bla bla bla: è un bilancio senza fantasia, è tutto sbagliato, non c’è programmazione...
L’unica nota di rilievo è stata l’astensione di Paoletti, astensione motivata dalla mancata introduzione della tassa di soggiorno i cui proventi sarebbero dovuti servire per ridurre la TARES.
A tal proposito è bene precisare:
- che l’idea di applicare la tassa di soggiorno è venuta al collega nell’attuale consigliatura e non
quando era assessore al Turismo;
- che i proventi di tale tassa sarebbero dovuti servire per ridurre la TARES è una proposta espressa
per la prima volta, almeno in mia presenza, solo la sera del consiglio;
- che non è possibile utilizzare direttamente nessuna risorsa per ridurre la TARES (tassa
governativa che impone la copertura dei costi della nettezza urbana totalmente a carico dei cittadini) se non attraverso dei complicatissimi e sicuramente iniqui contributi personali.
Comunque la decisione di Paoletti, presa in autonomia e assumendosi tutte le responsabilità, è sicuramente da rispettare non senza però evidenziare che egli è venuto meno (e non è la prima volta) ad una regola non scritta dei gruppi politici secondo la quale, decisa la linea da seguire, tutti sono chiamati a sostenerla in aula e fuori dall’aula.
Nessuno vuole imporre niente a chicchessia, ci mancherebbe altro, ma se uno non accetta più le regole del gruppo (peraltro mai contestate da assessore), se non si condividono le soluzioni individuate dall’intera maggioranza in merito all’atto amministrativo con più alta valenza politica, se non si ha più fiducia nella figura del sindaco come sembra, mi domando, ci domandiamo, si domanderà Paoletti: rimanere nel PdL non è da marionetta?


da Rino Freddii
Gruppo consiliare Popolo della Libertà





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 13-06-2013 alle 03:20 sul giornale del 13 giugno 2013 - 1837 letture

In questo articolo si parla di politica, assisi, rino freddii

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