Informassisi, la critica di Freddii: ''Un modo per disinformare''

Rino Freddii 3' di lettura 17/09/2013 - Come ho detto in più occasioni accetto tutte le critiche, anche le più dure, a patto però che non si basino su fatti e dati opportunamente manipolati (o giudizi offensivi) per sostenere le proprie tesi.

Mi riferisco al periodico finanziato dalla Lista Bartolini (non sappiamo se anche da Buongiorno Assisi, visto che Marcucci firma alcuni articoli e provvede alla distribuzione) che, contrariamente al nome della testata, non di rado disinforma (essendo di parte) pur di colpire il sindaco Ricci e la maggioranza che lo sostiene.
Nel numero 2/2013, utilizzando anche una mia frase, estrapolata ad arte da un discorso più generale, si cerca di far passare come già definita la convenzione con la Basilica di Santa Maria degli Angeli e non da perfezionare come effettivamente è, quindi al momento né condivisibile né criticabile.
Ora nel numero 3/2013 la capogruppo Maccabei, invece di chiedere scusa ai suoi compaesani per aver negato loro l’accesso ai locali della Pro Loco di Torchiagina (di cui è Presidente) per assistere ad una riunione sulla raccolta differenziata, accusa me di non ricoprire abbastanza responsabilmente il ruolo di consigliere.
Questa affermazione, forse dovuta alla poca attenzione con cui la collega segue i lavori del Consiglio Comunale, oltre ad essere priva di fondamento (come facilmente riscontrabile dagli atti) è anche risibile visto che proprio Lei non ha mai preso la parola in aula o alla conferenza dei capigruppo per fare una benché minima proposta, o richiesta, o sollecito, né per la sua frazione né tantomeno per qualche altra zona.
Nello stesso numero, oltre ad utilizzare più volte delle mie frasi opportunamente tagliate per far apparire quello che non è, vengono riportati dati volutamente parziali per dimostrare che ad Assisi si pagano più tasse che altrove.
Nonostante i 5,2 milioni di Euro in meno di trasferimenti sovracomunali siamo riusciti a ridurre l’IMU sulla prima casa, a lasciare inalterata quella sulle abitazioni utilizzate dai figli, non abbiamo aumentato mense e trasporti scolastici e abbiamo lasciato a zero l’addizionale Irpef senza introdurre la tassa di soggiorno. Questa è la nostra ricetta per attenuare gli effetti della crisi in atto e tutelare quello che è l’anello più debole della catena, cioè la famiglia.
Oltre ai “determinanti (?), risolutivi (?) ed innovativi (?)” emendamenti al bilancio presentati, siamo ancora in attesa di conoscere le proposte dell’opposizione (almeno una), naturalmente con le dovute coperture finanziarie, altrimenti sarebbero, come al solito, soltanto chiacchiere.
A tal proposito mi permetto di suggerire al direttore e all’editore del periodico di pubblicare una classifica che tenga conto di tutte le tasse e tariffe che gravano sui cittadini e sulle attività (non solo quelle che fanno comodo), naturalmente raffrontando Assisi con i pochissimi comuni che hanno approvato il bilancio 2013 e che siano simili per numero di abitanti, superficie, chilometri di strade, centri storici presenti e qualità dei servizi offerti ai residenti e ai milioni di visitatori.


da Rino Freddii
Gruppo consiliare Popolo della Libertà





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-09-2013 alle 19:47 sul giornale del 18 settembre 2013 - 1858 letture

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