Cementificazione, una cittadina: ''Ennesimo scempio a Santa Maria degli Angeli''

Edificio via Raffaello 2' di lettura 16/01/2014 - Uno “scempio”. Così una cittadina angelana definisce l’edificio in costruzione in via Raffaello, nella frazione di Santa Maria degli Angeli, in una lettera scritta al primo cittadino di Assisi e inviata per conoscenza alla stampa locale. Nella missiva la signora esprime il proprio disappunto per l’«ennesima cementificazione inguardabile» che, a suo avviso, stride con la tutela del territorio francescano, patrimonio Unesco.

Di seguito riportiamo il contenuto della missiva indirizzata al primo cittadino.
«Che stessimo vivendo da anni ormai il periodo di decadenza più buio dal dopoguerra è cosa recepita nella mente dei più, ma che al peggio non c'è mai fine è la triste realtà. Mi riferisco, signor Sindaco, alla costruzione in via Raffaello a Santa Maria degli Angeli, dove abito.
Ma, quando vengono presentati tali progetti, non si valuta l’impatto, devastante in questo caso, che arreca una simile costruzione alla zona circostante? Sì, devastante per le dimensioni che determinano il soffocamento delle abitazioni realizzate nella zona circa trent’anni fa; devastante perché ostruisce la vista su uno dei più bei panorami al mondo che è la città di Assisi; ma soprattutto devastante per il materiale, prefabbricato, con il quale viene realizzato e, grazie al quale, sta assumendo sempre più l’aspetto di un carcere, aspetto che senza esagerare toglie la serenità.
E' possibile che nessuno si sia accorto di quale bruttura si sta realizzando in dispregio al buon gusto, al paesaggio e all’armonia che nella terra di San Francesco tanto vengono declamati? Tutto questo, poi, per ricollocare un supermercato a Santa Maria degli Angeli? Ma non ce ne sono già abbastanza che non si comprende come fanno a sopravvivere? Ma che razza d’investimenti sono? Qual è la necessità di questa ennesima cementificazione inguardabile e che stride con quel principio che in un territorio proclamato patrimonio dell’umanità dovrebbe essere alla base dello sviluppo come la tutela del paesaggio?
Possibile che non si può far niente per impedire questo degrado? Possibile che si ordini di scaricare capanne in campagna dove si tengono i conigli perché deturpano il paesaggio e nessuno si accorge di una bruttura simile realizzata con meno gusto delle capanne in questione?
Ebbene penso proprio che la misura sia colma almeno per quei pochi che, come me, si ostinano a sperare in un risveglio di certe sensibilità qualitativamente all’altezza delle aspettative dei pochi e che dovrebbero essere alla base culturale di coloro che si propongono a gestire il bene comune.
Resto in attesa di conoscere quali argomentazioni giustificano simili scempi e la saluto cordialmente».


Nella foto:
l’edificio in costruzione in via Raffaello a Santa Maria degli Angeli (foto Berti)








Questo è un articolo pubblicato il 16-01-2014 alle 00:38 sul giornale del 16 gennaio 2014 - 5232 letture

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