Morte sub perugini, il club sportivo: ''Immersione normalissima, erano tutti esperti''

Enrico Cioli e Gianluca Trevani 2' di lettura 11/08/2014 - Bastia Umbra è in lutto per la morte dei suoi due giovani, Enrico Cioli e Gianluca Trevani, morti tragicamente domenica mattina insieme ad un collega di immersioni, il medico perugino Fabio Giaimo, durante un’immersione di gruppo al largo delle isole Formiche, in provincia di Grosseto.


Enrico e Gianluca, di rispettivamente 32 e 43 anni, erano compagni di immersione e appassionati di nuoto. Sui loro profili Facebook (da cui è tratta la foto di testata che li ritrae entrambi) diverse erano le foto di loro due insieme, legati da quella che per entrambi era ormai diventata una passione irresistibile.
I tre sub sono deceduti nella tarda mattinata di domenica a causa di un’embolia polmonare fatale. Un quarto sub, anch’egli colpito da malore, è invece sopravvissuto ed è stato dimesso dopo alcune ore di camera iperbarica.
Le cause della tragedia sono ora al vaglio degli inquirenti e sulla vicenda la procura ha aperto un’inchiesta. La dinamica di quanto accaduto, tuttavia, non è ancora chiara.
I tre erano tutti iscritti al club Thalasso di Olmo, a Perugia. Molte le voci che si sono susseguite e rincorse su stampa e social network nelle ultime concitatissime ore, in un misto di sgomento e rabbia. A tal proposito, il referente del club Roberto Forini ha pubblicato i seguenti post su Facebook, chiarendo che i tre erano tutti sub esperti e che quella da loro praticata era un’immersione “normalissima”.
“Ringraziamo - scrive Forini - tutti coloro che hanno speso un po’ del loro tempo per le condoglianze ai parenti e per le parole di conforto. Questo messaggio, volutamente freddo e scarno, volge a sottolineare la tipologia di immersione.
Il gruppo ha effettuato una normalissima immersione ricreativa con profili in limite di curva, senza obblighi di deco.
Nessuno ha pallonato né tantomeno è sprofondato superando i limiti imposti. Tutti i sub erano esperti, ben addestrati ed allenati.
Le vere cause saranno sicuramente messe in luce dalle indagini che sono state già avviate.
Precisiamo inoltre che Fabio, Gianluca ed Enrico stavano utilizando una configurazione prettamente ricreativa con attrezzatura di loro proprietà. Le uniche cose affittate presso il diving erano le bombole da 15 litri già caricate dallo staff tecnico del diving stesso. Il gruppo è partito insieme, ma durante l’immersione si è diviso in coppie secondo gli accordi presi durante il briefing pre-immersione. Scriviamo questo onde evitare che viaggino inutili illazioni e fantasiose ipotesi”.





Questo è un articolo pubblicato il 11-08-2014 alle 17:28 sul giornale del 12 agosto 2014 - 1433 letture

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