Far west alla Rocca Maggiore: varata l'ennesima ordinanza anti-rave

Rocca Maggiore di Assisi 3' di lettura 01/09/2014 - “Limitare l’utilizzo della Rocca Maggiore solo a manifestazioni assonanti con il monumento e limitate nei numeri”. E’ con questo spirito che il sindaco di Assisi Claudio Ricci ha annunciato l'intenzione di varare un’ordinanza per scongiurare il ripetersi di eventi “culturalmente non assonanti” quali il rave di sabato notte con tanto di blitz della polizia.

Un annuncio che sembra un déja-vu, visto che il rave si ripete ormai da anni suscitando sempre le stesse polemiche per l’utilizzo di un monumento simbolo, quale la Rocca di Assisi, per ospitare lo sballo di una notte tra musica tecno a tutto volume, droga e alcol con l’indecoroso strascico di rifiuti del giorno dopo.
Il 29 agosto 2012, all’indomani del primo rave, il consigliere del Pd Simone Pettirossi si faceva portavoce della rabbia dei cittadini chiedendo all’amministrazione di ripulire “il principale monumento laico della città, la Rocca maggiore, pieno di bottiglie e sporcizia, a seguito di un evento musicale”, e di risarcire i cittadini per i danni arrecati.
Poche ore dopo assicurava multe e risarcimenti per i danni arrecati, annunciando “una ulteriore implementazione restrittiva al fine di consentire l'utilizzo di spazi pubblici a soggetti che abbiano dimostrato una ampia affidabilità pregressa privilegiando strutture organizzative, e socio culturali, di Assisi, quindi ben note, e/o la cui organizzazione degli eventi è co-gestita, sin dall'origine, anche dal Comune di Assisi”.
Il 30 agosto 2013, alla vigilia del nuovo rave organizzato dal RedZone, Pettirossi tornava a chiedere massima vigilanza, ritenendo incomprensibile l’autorizzazione del bis dopo gli eventi infausti dell’anno precedente.
Due giorni dopo, i carabinieri informano di una vera e propria strage di patenti per guida in stato di ebbrezza nella notte della festa, specificando che “molti degli automobilisti risultati “più indisciplinati” sono stati quelli reduci dalla serata organizzata ad Assisi presso la Rocca Maggiore”.
Nella stessa giornata, la segnalazione di un cittadino informa che i “bussi” del rave si sentivano fino a Santa Maria degli Angeli narrando di incidenti a notte fonda causati da ubriachi al volante. Lo stesso cittadino si rivolgeva all’amministrazione “per sapere quando la finirete di autorizzare questi eventi a discapito del benessere e della sicurezza de vostri cittadini, ma soprattutto trovo tutto questo una mancanza di rispetto verso il nostro San Francesco”.
Pochi giorni dopo, l’associazione di giovani assisani “Quelli del Bronx” diffondeva una nota risentita in cui denunciava le difficoltà incontrate nel realizzare la manifestazione “Summerbronx” a causa di adempimenti e cavilli burocratici.
Il 30 agosto 2014 la storia si ripete. La Rocca Maggiore di Assisi è ancora una volta concessa per il rave dell’ultimo sabato di agosto e un blitz della polizia rovina la festa bloccando un giro di alcol e droga. All’indomani, il desolante mare di rifiuti alla Rocca Maggiore crea sdegno e sconcerto nei cittadini.
Ancora una volta, il sindaco Claudio Ricci corre ai ripari annunciando il varo dell’ordinanza con cui “vieta ogni manifestazione nel piazzale antistante la Rocca Maggiore a esclusione di quelle strettamente assonanti, sul piano socio culturale, al monumento come, nei prossimi giorni, le Notti blu (parte de Sopra del Calendimaggio, all'interno della Rocca Maggiore) e l'iniziativa 5000 giorni dall'inizio del 2000 per la pace (promossa dal centro internazionale per la pace fra i popoli di Assisi). Tale decisione - aggiunge il sindaco - è stata determinata, dopo alcune manifestazioni che, negli ultimi anni, avevano creato diversi problemi, per mantenere, nella città di Assisi, una congrua atmosfera culturale ed evitare aggregazioni eccessive di persone in luoghi, come la Rocca Maggiore, di difficile accesso e che includono problematiche, per i residenti, durante il deflusso dopo gli eventi”.
Che sia la volta buona? Appuntamento al 2015 per scoprirlo.






Questo è un editoriale pubblicato il 01-09-2014 alle 15:15 sul giornale del 02 settembre 2014 - 1253 letture

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