Festa alla Rocca, gli organizzatori: ''Non era un rave. Ci hanno strumentalizzato''

Rocca Maggiore Assisi 2' di lettura 03/09/2014 - “Definire rave un evento musicale che propone musica dance e uno spettacolo di luci e proiezioni è come giudicare male una persona solo per come veste”. E' quanto afferma dalle colonne del Corriere dell'Umbria Lorenzo Scarponi, organizzatore insieme ad Alessandro Bugiantella del party alla Rocca Maggiore di sabato sera che tante polemiche ha innescato su stampa e social network.

“Ci hanno accusato di aver organizzato un rave. Falso: un rave ha carattere illegale, mentre la nostra manifestazione non solo era autorizzata, ma anche un evento musicale di spessore con dj di alto livello. Ci hanno accusato di aver lasciato sporca la Rocca, ma come da accordi abbiamo ripulito tutto in tempi brevi e a 15 ore dalla fine dell'evento la Rocca era pulita più di prima.
Quanto alla presenza delle forze dell'ordine - aggiunge Scarponi -, per noi è prassi coinvolgerle e metterle al corrente del programma, in una piena e fattiva collaborazione che è garanzia di sicurezza per tutti. Se poi qualche bullo si è comportato male, facendo ricorso all'uso di stupefacenti, a farne le spese non può essere una moltitudine di ragazzi e volontari che si sono spesi perla riuscita della manifestazione.
Ci teniamo a sottolineare, infine - sottolineano gli organizzatori -, che, al contrario di quanto insinuato da qualcuno, l'amministrazione comunale non ci ha agevolato o favorito in alcun modo: abbiamo adempiuto tutte le numerose e interminabili pratiche burocratiche, rispettando tutti i profili igienico-sanitari.
Per tutti questi motivi - prosegue lo sfogo di Scarponi - ci rammarica molto il giudizio negativo e accusatorio che è stato dato al nostro evento, organizzato da e per i giovani. Sono pienamente consapevole della delicatezza della Rocca e, da assisano, l'ho scelta consapevolmente e non c'è stato alcun danno o degrado.
Quanto all'ordinanza varata dal sindaco il giorno dopo la nostra manifestazione - conclude Lorenzo Scarponi -, la ritengo ingiusta per due motivi. Primo perché non possiamo accettare che ci sia vita solo in occasione dei grandi eventi: i giovani ci sono sempre, non
solo per il Calendimaggio. Secondo perché riteniamo che la questione sia stata strumentalizzata per attaccare l'amministrazione comunale e che i giovani siano stati utilizzati per fini politici. Questo è fastidioso”.





Questo è un articolo pubblicato il 03-09-2014 alle 16:21 sul giornale del 04 settembre 2014 - 941 letture

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