''Assisi dimentica Pasolini''. Invito al ricordo a cinquant'anni dal 'Vangelo secondo Matteo'

Pier Paolo Pasolini 2' di lettura 05/09/2014 - Il 4 settembre 1964, 50 anni fa, a Venezia ci fu la prima del Vangelo secondo Matteo. Un anniversario importante per gli studi pasoliniani (e per la storia del cinema in generale), ma anche per Assisi, perché proprio qui, in una camera della Pro Civitate Christiana, Pasolini pensò ad un film sul Vangelo.

Invitato da Don Rossi, fondatore della Pro Civitate, ad un incontro sul cinema, Pasolini si trovò ad Assisi contemporaneamente a papa Giovanni XXIII, in visita nella città di Francesco. Pasolini avrebbe voluto incontrare il pontefice, che ammirava profondamente (e a cui dedicò il Vangelo), ma non volle creare, pur involontariamente, problemi (l’incontro tra lo “scandaloso” autore di Accattone e il papa non poteva passare inosservato), e si obbligò a non uscire. Così, chiuso in camera, iniziò a leggere il Vangelo che aveva trovato sul comodino, quello di Matteo edito dalle Edizioni Paoline.

Quella che era una prassi della Cittadella, sembrò a Pasolini una specie di benevola “trappola”, tesa per indurre alla lettura della vita di Cristo un ateo marxista. La “trappola” produsse nel poeta uno slancio creativo fortissimo, accompagnato (come sempre, in lui) da un’altrettanto forte necessità di certezze filologiche. La Cittadella diventò così per un tempo non breve il suo rifugio creativo, un luogo di studi, un angolo di meditazione, su se stesso e sul suo sofferto rapporto con il cristianesimo. Pasolini chiese ad alcuni membri della Cittadella (il biblista don Andrea Carraro e Lucio Caruso) di aiutarlo nella scrittura e nell’ideazione del film (da Padre Carraro si fece anche accompagnare in Palestina, per i sopralluoghi del film, che sarebbero diventati a loro volta un film-documentario).

Assisi, che il poeta aveva ricordato in Il canto popolare (1952-1953, contenuto in Appendice a Le ceneri di Gramsci), diventerà un punto di riferimento per Pasolini, che a lungo penserà anche ad una sceneggiatura sulla vita di Francesco (che si trasformerà poi in una raccolta poetica, Bestemmia). Infine, ad Assisi penserà di girare l’episodio francescano di Uccellacci e uccellini (cosa che gli fu poi sconsigliata dagli amici della Cittadella).
Insomma, il legame tra l’autore del Vangelo e la città di Francesco fu lungo e profondo. E, naturalmente, la Cittadella non poteva dimenticarsi dei 50 anni del capolavoro pasoliniano. In collaborazione con l’Archivio Pasolini di Bologna, ha organizzato un convegno sul Vangelo, dal 3 al 5 ottobre. Un appuntamento imperdibile, anche se dispiace pensare che potrebbe essere anche l’unico, ad Assisi. Ma magari no. Speriamo.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 05-09-2014 alle 03:37 sul giornale del 05 settembre 2014 - 710 letture

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