Caso diplomatico al Convitto di Assisi: visto negato a dieci studenti dell'Abkhazia

3' di lettura 22/09/2014 - Si è svolta venerdi scorso, presso l'Hotel Cristallo di Assisi, la conferenza stampa organizzata dalla rappresentanza ufficiale della repubblica della Abkhazia in Italia. Il tema della conferenza ha riguardato il rifiuto, da parte del consolato d'Italia a Mosca, della concessione dei visti per 10 studenti della repubblica della Abkhazia iscritti ai corsi di formazione organizzati dal convitto nazionale "Principe di Napoli" di Assisi.

Oltre al dr. Mauro Murgia, rappresentante ufficiale della Abkhazia in Italia, hanno partecipato il dr. Francesco Mignani, ex assessore del Comune di Assisi, ed Elena Angeletti, rappresentante della Abkhazia nella regione umbra.
Il dr. Mignani,introducendo la conferenza,ha ristabilito la logica dei fatti,con la cronistoria del perchÉ e,in particolar modo,spiegando che il tutto cominciava dalla volontÀ di stabilire rapporti culturali e di amicizia con il popolo abkhazo.
Di seguito il comune di Assisi aveva adottato un protocollo di amicizia con la città di Gagra (Abkhazia), famosa per la capacità turistica e le bellezza del territorio, al quale si era aggiunto un protocollo di intesa interculturale tra l'Università di Sukum, capitale abkhaza, e il Convitto di Assisi.
Stante la volontà di entrambi di fondare i rapporti di amicizia sulla straordinaria specificità della città di Assisi, capitale mondiale della pace ed incontro tra i popoli nel nome di san Francesco, si adottava un accordo che prevedeva l'arrivo di 10 studenti abkhazi presso il Convitto. Particolare veramente importante era che, tra gli studenti, c'erano 5 ragazze; di conseguenza il convitto, dopo una storia educativa centenaria rivolta esclusivamente ai ragazzi, avrebbe aperto le porte alle ragazze.
Il fatto che studenti abkhazi venissero a specializzarsi nel settore turismo e ristorazione avrebbe aperto un ulteriore mercato per i prodoti umbri ed italiani nel grande contenitore russo ed abkhazo.
Il resto l'ha spiegato il rappresentante della abkhazia, dr. Mauro Murgia. Introducendo la storia di questa piccola repubblica, del grande amore per la propria patria da parte degli abkhazi e ricordando la dura lotta di liberazione contro l'occupazione georgiana, Murgia ha spiegato l'ostracismo di tipo razziale-geopolitico contro la stessa Abkhazia, paese riconosciuto solo da 6 nazioni - tra queste, anche la federazione russa - che soffre dell'ostracismo da parte europea che, in maniera antirussa, si è schierata contro il riconoscimento. Di seguito le provocazioni e il blocco contro tutto cià che è abkhazo, fino alla stupidità del blocco per gli abkhazi per potersi muovere, pur in posseso dei passaporti internazionali russi.
Il comportamento del consolato italiano, a Mosca, rispecchia questa realtà. Pur essendo in possesso di tutti i documenti e, sulla base di un invito da parte del convitto e, pur essendo paganti in proprio, il consolato ha negato il visto agli studenti nonostante le proteste. Si tratta, ha sostenuto Murgia, di una violazione dei diritti umani e di un’offesa al popolo assisano ed alla città della pace.
Così è accaduto verso il protocollo di amicizia firmato tra le città di Assisi e Gagra.
La Farnesina, con sottili minacce mascherate da vizi di forma, ha richiesto l'annullamento dello stesso protocollo, pur in presenza di ben 13 precedenti, in Italia, di altri protocolli di amicizia. Certo, ha concluso Murgia, Assisi è l'emblema internazionale della pace ed un protocollo con la città avrebbe avuto echi e risalti differenti ma, ha aggiunto, noi, come abkhazia, non ci arrendiamo e continuamo la nostra battaglia internazionale.
In conclusione, Elena Angeletti ha posto l'accento sulle occasioni perse dalla città e dal Convitto, sia economiche che culturali, augurandosi un ripensamento ed un proseguio dei rapporti.





Questo è un articolo pubblicato il 22-09-2014 alle 00:13 sul giornale del 22 settembre 2014 - 1271 letture

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