Ebola, emergenza mondiale: ad Assisi vertice internazionale sulla biosicurezza

Ebola virus 16/10/2014 - Il prossimo 29 novembre il prog. Fernando Aiuti aprirà il II Congresso nazionale sulla biosicurezza che affronterà gli aspetti clinici e le strategie organizzative delle principali epidemie mondiali con una particolare attenzione al virus dell’Ebola. Sarà questo uno dei temi scottanti di cui si discuterà ad Assisi al convegno organizzato dall’Usl Umbria 1 sul tema delle principali epidemie a livello mondiale.

Un’iniziativa molto importante e rara che vedrà la partecipazione di medici ed esperti di fama internazionale che discuteranno sui principali microorganismi responsabili di gravi epidemie nel mondo e in particolar modo dell’ infezione dell’EBOLA.
L’evento aperto dal noto immunologo prof Fernando Aiuti prevede anche la partecipazioni dei massimi livelli delle istituzioni regionali e provinciali ha ricevuto il patrocinio della Società Scientifica dei Tecnici di laboratorio biomedico TELESA e della Societa Italiana di Medicina D’emergenza-Urgenza. Nella II^ edizione del congresso nazionale sulla Biosicurezza, patrocinato dal Ministro della Salute, On. Beatrice Lorenzin che si terrà il 29 novembre nella splendide cornice di Assisi saranno presenti alcuni dei piu’ importanti esperti del settore tra cui il prof Giorgio Palu’ presidente della Società Europea di Virologia che sta sperimentando un vaccino proprio contro l’Ebola presso il Karolinska Institut di Stoccolma, il prof. Guido Favia, il prof Raffaele D’Amelio grande esperto di bioterrorismo che discuteranno , tra l’altro, delle febbri emorragiche e di altre infezioni meno conosciute come la West Fever Nile già presente in Italia, le infezioni da Arbovirus e la febbre da virus Chikungunya. Nel frattempo si deve evidenziare – come sottolinea il dott.Manuel Monti, che è andato numerose volte in Africa SubSahariana per conto, fra l’altro dell’Istituto Superiore di Sanità e dell’Organizzazione Internazionale delle Migrazioni – che l’infezione da Ebola difficilmente raggiungerà l’Italia, se non con alcuni casi sporadici e comunque il nostro Sistema Sanitario possiede tutte le risorse per evitare la diffusione nel nostro paese. In Italia siamo all’avanguardia per la gestione del rischio infettivo e possediamo una struttura composta da numerose Unità NBCR ( Nucleare Biologico Chimico e Radiologico ), con numerosi devices per scoprire e delimitare in tempi utili infezioni batteriche e non solo l’Ebola infatti è una malattia virale importante, ma ha un incubazione breve e sicuramente i sintomi si presenterebbero assai prima dello sbarco degli immigrati sulle nostre coste. I sintomi iniziali possono includere una febbre improvvisa, intensa debolezza, dolori muscolari a cui si associano successivamente sintomi gastrointestinali come vomito e diarrea. La malattia, continua il dott. Monti, direttore del congresso si diffonde tra gli esseri umani attraverso il contatto diretto con sangue infetto, fluidi o organi del corpo, o indirettamente attraverso il contatto con ambienti contaminati. Gli operatori sanitari sono a rischio solo se trattano pazienti senza prendere le giuste precauzioni per evitare l’infezione. Per tale motivo possiamo considerare l’infezione da Ebola un’ epidemia della povertà e infatti i Focolai di Ebola si verificano principalmente in villaggi remoti dell’Africa centrale e Occidentale, nei pressi di foreste pluviali tropicali. Attualmente l’infezione da Ebola, oltre a colpire centinaia di civili ha già causato la morte di decine di medici e infermieri in Africa, tra cui l’unico virologo della Sierra Leone ed esperto di Ebola, Sheik Umar Khan. Questo ha messo sotto ulteriore stress i servizi sanitari degli Stati dell’Africa occidentale, che presentano storicamente una carenza di medici ed ospedali; una potentissima arma di protezione che è l’utilizzo dei dispositivi di protezione individuale che praticamente annullano il rischio contagio ed è fondamentale che i colleghi che lavorano nei posti colpiti abbiano le risorse necessarie per effettuare assistenza senza rischio di contagio. E’ anche fondamentale - ribadisce il prof. Aldo Morrone infettivologo di fama mondiale e massimo esperto della Medicina delle Migrazioni e tra i relatori del congresso di Assisi – far passare il concetto che l’assistenza sanitaria agli immigrati in Italia e nel resto del mondo debba essere garantita non solo per un concetto di umanità e solidarietà ma anche perché le cure sanitarie all’intera popolazione hanno un ruolo fondamentale per la prevenzione del rischio di epidemie anche per noi occidentali. All’evento parteciperanno inoltre altissime professionalità e risorse del nostro Paese che sono scese in campo per fronteggiare le principali epidemie tra cui esponenti dell’Aeronautica Militare, dei Vigili del Fuoco e esperti del Ministero della Salute e degli Interni. Saranno inoltre presenti ,sulla piazza antistante al Comune di Assisi, i mezzi di trasporto ad alto biocontenimento della Croce Rossa Italiana ed i mezzi di soccorso del Corpo Nazionale Vigili del Fuoco per emergenze NBCR.
Ancora una volta Assisi diventa la capitale per lo studio e l’aggiornamento delle infezioni afferma il direttore del Dipartimento Emergenza Accettazione dell’ Usl Umbria 1 dott. Francesco Borgognoni, e soprattutto in un momento cosi delicato a livello mondiale, siamo riusciti ad organizzare un evento di caratura internazionale che permetterà agli operatori che lavorano nel campo della medicina d’urgenza-emergenza, ossia i primi ad essere coinvolti in possibili casi di malattie epidemiche, di avere le giuste conoscenze per rispondere in maniera eccellente a qualsiasi eventualità. (AgenParl)





Questo è un articolo pubblicato il 16-10-2014 alle 03:56 sul giornale del 16 ottobre 2014 - 649 letture

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