Hotel Subasio, Pettirossi: ''Un pezzo di storia troppo spesso dimenticata''

Hotel Subasio Assisi 2' di lettura 20/10/2014 - La vicenda dell'Hotel Subasio addolora profondamente tutti gli assisani. Si tratta di un luogo simbolo, nato da una bellissima storia imprenditoriale, oggi in gran parte dimenticata.

Nel 1868, pochi anni dopo l'adesione di Assisi al Regno d'Italia, la famiglia Rossi, proprietaria di un'azienda tessile nei pressi della Basilica di San Francesco, decise di convertirla in una struttura ricettiva.
Si trattava di una scommessa coraggiosa e innovativa.
Due anni prima, infatti, nel 1866, era arrivata la ferrovia a Santa Maria degli Angeli e questo cambiamento avrebbe facilitato l'arrivo di altre stoffe, concorrenti, a buon mercato, da ogni parte d'Italia e del mondo.
Andrea Rossi non perse tempo e decise di trasformare un possibile problema, in una opportunità.
Insieme alle stoffe, infatti, col treno sarebbero arrivati molto più facilmente anche i turisti, che iniziarono effettivamente ad arrivare, a centinaia.
Di fronte ai profondi cambiamenti che stava subendo il mondo in cui viveva, Andrea Rossi decise cambiare e di compiere una scelta lungimirante e vincente.
Un esempio per tutti noi, ancora oggi, in particolare in questo periodo di crisi e di mutazioni economiche, culturali, sociologiche.
Fu l'inizio della storia dell'Hotel Subasio, luogo unico, affacciato sulla Piazza inferiore della Basilica di San Francesco, che ha ospitato poeti e attrici, regine e capi di stato provenienti da ogni parte del mondo.
Negli ultimi 9 anni, però, l'albergo, dopo essere stato gestito dalla famiglia Rossi per un secolo e dalla famiglia Elisei per 30 anni, ha subito una serie di disavventure, a causa di errori e contenziosi giudiziari, che ne hanno comportato la chiusura per gran parte del tempo, con evidenti mancati guadagni e un parziale depauperamento del patrimonio.
Dato che il sindaco di Assisi designa i componenti del Consiglio di amministrazione dell'II.RR.BB./Casa di Riposo, ente proprietario della struttura, abbiamo chiesto conto della situazione con un'interrogazione a risposta scritta.
Nella risposta che abbiamo ricevuto in questi giorni, piuttosto evasiva, il Sindaco tenta di scrollarsi da dosso ogni responsabilità politica dei ritardi di questi anni, dicendo che si tratta di un ente autonomo, ma per quanto ci riguarda riteniamo che il soggetto che indica un Consiglio di Amministrazione, al di là dei formalismi, ha l'obbligo politico di vigilare e di controllare.
Il Sindaco, in ogni caso, ipotizza una probabile riapertura a gennaio/febbraio 2015.
Speriamo che sia davvero così. Dopo anni di attesa, sarebbe ora. Basta rinvii. Dobbiamo fare ogni sforzo per rilanciare questo pezzo di storia assisana.
#CAMBIAmoAssisi.

da Simone Pettirossi
Capogruppo consiliare Pd Assisi




Questo è un comunicato stampa pubblicato il 20-10-2014 alle 03:09 sul giornale del 20 ottobre 2014 - 888 letture

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