Expo 2015, Mignani: ''Vetrina unica per la città, Assisi non perda il treno per Milano''

Francesco Mignani 28/10/2014 - La vicenda della candidatura a Capitale della cultura europea si è appena conclusa purtroppo in modo non indolore per la nostra Regione e per le sue città. Una vicenda che lascia non pochi dubbi sul modo in cui è stata affrontata. Le conseguenze della sconfitta sono e saranno oggetto di un lungo dibattito teso ad individuare delle responsabilità che, italianamente operando, forse non emergeranno mai.

Abbiamo perso una importante occasione per valorizzare il nostro territorio e i valori intrinseci che lo animano, siano essi spirituali, emozionali che culturali. Ne siamo irrimediabilmente consapevoli.
Questa esperienza "dovrebbe" (il condizionale è d'obbligo) insegnarci molte cose tra cui quelle di saper trarre da una sconfitta spunti per altre determinanti sfide.
Fra le riflessioni possibili mi vorrei soffermare sul prossimo appuntamento, ad alta valenza culturale, quello di "Expo Milano 2015".
L'importante esposizione mondiale, infatti, è alle porte, tra circa 150 giorni ci sarà l'inaugurazione, ma "apparentemente" sembra essere distante anni luce dagli obbiettivi strategici, legati alla promozione turistica della Regione.
L'Umbria ha aderito (solo per una sola settimana?!?!) alla manifestazione e sarà presente con il suo stand espositivo. La presidente Marini e l'assessore Bracco ci hanno assicurato che la Regione è pronta a fare la sua significativa presenza ma anche a non perdere l'occasione di dirottare buona parte dei turisti nel nostro territorio per consentire loro di ammirare i nostri luoghi con le atmosphere e le peculiarità che li caratterizzano.
Sono personalmente sicuro della buona volontà degli intenti, anche se qualche dubbio comincio a ravvisarlo.
Questo beneficio del dubbio me lo riservo perché esperienza insegna che per promuovere un territorio occorre avere progetti pronti almeno dagli otto ai dieci mesi antecedenti l'inizio di importanti eventi siano essi culturali o di altra natura. Occorre anche preoccuparsi di interessare gli operatori per vendere tali opportunità. Tuttavia di work shop ed educational ancora non si parla. Come silenti sono le strategie di incoming turistico per l'Umbria. Sappiamo che non abbiamo il treno Freccia Rossa e non sono stati previsti ancora voli di collegamento dall'aeroporto San Francesco con Milano. Ricordo che la durata dell'esposizione è compresa da Maggio a Ottobre 2015.
Il periodo dell'inaugurazione dell'Expo è dunque ormai prossimo e l'Umbria ha bisogno di affermare la sua presenza con idee nuove e con pacchetti turistici che prevedano proposte altamente significative.
La presenza di un focus sull'esposizione all'interno della manifestazione di Eurochocolate poco si presta ad identificare solo nel cioccolato, il peso culturale che la nostra Regione ha nel panorama nazionale.
I dubbi ci sono. Del resto basterebbe partire dallo slogan dell'Expo "Nutrire il pianeta. Energie per la vita" per avere di che sbizzarrirsi al fine di presentare un programma di eventi culturali che susciti particolare interesse.
A tale proposito mi permetto di ricordare un momento importante dell'esperienza della candidatura "Perugia - Assisi" a capitale del 2019 quella della conferenza/incontro dedicate al "Rapporto tra la regola Francescana e quella Benedettina". L'immaginazione potrebbe da sola non bastare nel considerare la grande valenza culturale e turistica attrattiva che ne deriverebbe nel sostenere questi argomenti. Il rapporto tra l'identità benedettina e quella francescana con i numerosi punti di contatto, tra il passaggio eremitico a quello comunitario, furono elementi importanti, per la costruzione della cultura e dell'identità europea.
E su un piano locale la costituzione delle "colonie agricole", risultarono determinanti in quel tempo, per la sostenibilità alimentare della comunità e per la bonifica dei territori. Sono oltre cento i siti benedettini sparsi in tutta la Regione, un patrimonio indefinito che andrebbe valorizzato proprio per questo scopo.
Occorre poi considerare il ruolo di Assisi. Ovviamente la nostra città all'interno di Expo dovrebbe assumere un ruolo da protagonista in grado di farle portare alla luce i suoi tesori, cioè quei luoghi benedettini e francescani che caratterizzano il nostro territorio tra cui potremmo citare l'Eremo Benedettino del Monte Subasio e la chiesa/abazia di San Pietro. Luoghi dove il respiro dell'operosità e della spiritualità monacale si specchia ancora nei prodotti di quell'orto urbano, sapientemente coltivato entro le mura della medesima abazia.
Contestualmente l'Expo dovrebbe essere la vetrina per presentare le nostre perle della città. Musici, cantori, teatranti, artisti e tutto ciò che emerge dal mondo della cultura, dell'associazionismo e dello sport. Non possiamo altresì trascurare la presenza delle nostre scuole come l'Istituto Alberghiero e l'Università Internazionale del Turismo e con queste tutte le attività legate alla filiera territorio, ambiente, enogastronomia. Tematiche queste ultime la cui organizzazione vedrei ben affidata alle nostre attivissime Proloco che del resto sono state le uniche realtà ad essersi interessate, con i loro Presidenti, al ruolo effettivo della nostra città a Expo 2015.
Perderemo o è già perso il treno per Milano? Un'altra importante occasione verrà sfruttata in pieno o solo annunciate e non perseguita? Sono preoccupato e la ragione vera, oltre alla mancanza di una vera programmazione sul turismo Regionale e locale, è l'impressione che non ci siano sufficienti motivazioni. Manca il coinvolgimento, di chi si occupa della vera cultura, della gente che riempie le piazza e le vie di aspetti creative ed emozionali, persone esperte e che sono in grado di metterci coraggio e passione. L'eliminazione da capitale della cultura, pare sia stata attribuita, proprio alla mancanza di tale coinvolgimento.
Perdere l'occasione di Milano, per il rilancio turistico della Regione, significa non aver compreso fino in fondo la lezione di Matera 2019. Sono tempi in cui non ci si può sottrarre dale future responsabilità e questa volta non è solo una questione di orgoglio ma soprattutto di dignità.





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 28-10-2014 alle 03:53 sul giornale del 28 ottobre 2014 - 459 letture

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