Insulti omofobi a studente, prof denunciato: è bufera ad Assisi

Scuola generico 4' di lettura 18/11/2014 - Insultato e picchiato a scuola da un docente. È quanto hanno denunciato alla polizia i genitori di uno studente di 14 anni che frequenta un istituto superiore di Assisi. I fatti, secondo quanto rivelato dal quotidiano Il Giornale dell'Umbria, si sono svolti martedì scorso durante una lezione.

Secondo il Corriere della Sera, supportato da fonti Ansa, l'episodio sarebbe avvenuto all'istituto alberghiero di Assisi e risalirebbe ad una settimana fa.
“Essere gay è brutto” Secondo il racconto del ragazzo, confermato da tre compagni di scuola, durante la lezione il professore, passeggiando per l'aula, avrebbe detto "essere gay è una brutta malattia", guardando fisso lo studente. Poi avrebbe ripetuto la frase, chiamando lo studente per nome e cognome. Alla domanda del ragazzo se si riferisse a lui, il docente avrebbe replicato: "Certo che dico a te, è brutto essere gay. Tu ne sai qualcosa". Al che lo studente avrebbe risposto: "Sicuramente, da quando conosco lei", scatenando la reazione del prof, che prima gli avrebbe sferrato due calci alle gambe e poi lo avrebbe colpito con due pugni alla spalla, prendendolo con forza per il collo.
Denunciato dai genitori dell'alunno Solo dopo qualche esitazione il ragazzo ha deciso di raccontare il fatto ai genitori che, dopo averlo portato in ospedale, dove gli hanno riscontrato un grosso ematoma alla coscia giudicato guaribile in cinque giorni, hanno denunciato tutto alla polizia.
Il preside dell'istituto, informato della vicenda, ha chiesto di poter indagare prima di prendere qualsiasi provvedimento, annunciando, come misura di cautela, l'intenzione di spostare il ragazzo di sezione inserendolo in un turno nel quale non può incontrare il professore. I genitori si sono affidati a un legale e hanno proceduto a depositare una querela, riservandosi ogni azione a tutela del figlio.
Il prof respinge le accuse "Ho detto il contrario. Ma quale omofobia!". Respinge tutte le accuse il professore, il quale sostiene di avere affermato che "essere gay non è una brutta malattia...". "Stavo spiegando l'importanza di tutelare la privacy" riguardo a "razza, idea e tendenza sessuale" e "i ragazzi si sono messi a fare gli spiritosi", racconta a Il Corriere della Sera, sostenendo di avere detto che "essere gay non è una brutta malattia" e che, vedendo l'alunno distratto, l'ha richiamato. "Era seduto scomposto, con una gamba fuori dal banco. Sono passato e gli ho dato un calcetto, l'ho strattonato e gli ho detto 'metti dentro 'ste gambe'".
Il caso al Ministero Una relazione è stata intanto inviata al ministro dell'Istruzione Stefania Giannini, la quale ha affermato che “se i fatti sono confermati è gravissimo quanto successo”, chiedendo immediatamente al preside dell’istituto la relazione. Se i fatti emersi saranno confermati ci sono tutti gli estremi, secondo il ministro, per prendere provvedimenti.

Atteso ad Assisi il sottosegretario Faraone A seguito dell’episodio, nella giornata di oggi, alle 15 circa, il Sottosegretario all’Istruzione, Università e Ricerca, Davide Faraone si recherà ad Assisi per manifestare l’attenzione del Governo su una vicenda che “come ha detto anche il Ministro Stefania Giannini, se confermata, sarebbe di una gravità inaudita”. “Attendiamo i risultati dei controlli avviati dall’Ufficio Scolastico Regionale, per gli aspetti amministrativi, e l’esito delle indagini in corso – spiega il Sottosegretario – ma, d’intesa con il Ministro, riteniamo fondamentale per il Miur approfondire quanto accaduto garantendo anche una presenza istituzionale”.
Equality insorge Indignazione da parte di Equality Italia che chiede l'intervento del ministro Giannini. "Se le ricostruzioni del fatto fossero confermate - afferma il presidente dell'associazione Aurelio Mancuso - si tratterebbe di un fatto gravissimo e dovrebbero immediatamente intervenire il ministro Giannini, le istituzioni nazionali e locali, i sindacati della scuola". "E' in atto una generale campagna d'intimidazione nella scuola italiana che - osserva Mancuso - vuole ricacciare nella clandestinità studenti e insegnanti omosessuali, che vuole schedare istituti colpevoli di promuovere una cultura del rispetto delle differenze e del rifiuto delle discriminazioni. Il ministro Giannini deve svegliarsi e, al netto delle dichiarazioni di prammatica, dire chiaramente come intende difendere il pluralismo, l'integrità e la dignità delle persone omosessuali nella scuola italiana".






Questo è un articolo pubblicato il 18-11-2014 alle 03:28 sul giornale del 18 novembre 2014 - 4467 letture

In questo articolo si parla di scuola, cronaca, redazione, articolo

Licenza Creative Commons L'indirizzo breve è https://vivere.biz/abFY