Insulti omofobi a studente, il sottosegretario all'alberghiero: ''Prenderemo provvedimenti''

Studenti, scuola generico 4' di lettura 19/11/2014 - “Nelle prossime ore saranno presi provvedimenti”. Lapidario e telegrafico è il commento del sottosegretario all’Istruzione, Università e Ricerca Davide Faraone, che ieri è giunto all’istituto alberghiero di Assisi per acquisire informazioni e chiarire, per quanto possibile, i contorni della ancora poco chiara vicenda di presunta omofobia e violenza di un professore nei confronti del suo alunno 14enne. Vicenda che ha scatenato una vera e propria bufera mediatica, a livello locale e nazionale.

Il sottosegretario è giunto ad Assisi, accompagnato dalla vicepresidente della Regione Carla Casciari, dal segretario regionale del Pd Giacomo Leonelli e dai vertici locali del Pd, dopo che l’altroieri il ministro Stefania Giannini aveva definito “inaccettabile”, se confermato, il comportamento dell’insegnante, annunciando per l’appunto rapidi provvedimenti.
La vicenda vede protagonisti un professore e uno studente quattordicenne dell’istituto superiore assisano, dove un alunno - stando alla denuncia presentata alla polizia dai genitori - si sarebbe sentito rivolgere insulti di stampo omofobo da un docente che, alla reazione verbale del ragazzo, avrebbe a sua volta reagito colpendo lo studente, come risulterebbe da un referto del pronto soccorso. Accuse dalle quali il docente si è difeso respingendo tutte le accuse. Acquisito il racconto e visto il livido sulla gamba del figlio, tuttavia, i genitori del ragazzo si sono recati al commissariato di polizia di Assisi per sporgere denuncia nei confronti del professore.
Dalla Regione, intanto, giunge notizia che ieri “l'Ufficio scolastico regionale ha chiuso le indagini ispettive e valuterà di conseguenza, il percorso da intraprendere a tutela della scuola, degli studenti e anche del personale che vi lavora". Lo riferisce la vicepresidente della Regione Umbria con delega all'Istruzione, Carla Casciari, secondo cui la presenza del sottosegretario Faraone “testimonia la grande sensibilità, l'attenzione e la vicinanza del Governo in questa delicata vicenda". "Si tratta - aggiunge Casciari - di un fatto isolato che, certamente, contrasta con lo spirito di rispetto e accoglienza che, da sempre, caratterizza la scuola umbra. Si tratta di un fatto che, se confermato, configurerebbe un episodio da condannare senza mezzi termini. La preside della scuola ha provveduto a tutelare il ragazzo spostandolo in un'altra classe in accordo con la famiglia”.
“Quanto sarebbe accaduto nei confronti di un ragazzo quattordicenne in una scuola della provincia di Perugia dovrebbe indurre tutti noi adulti, qualunque sia il ruolo che esercitiamo, ad una seria riflessione su ciò che sta accadendo alle nuove generazioni e su quali siano le nostre reali responsabilità in tal senso". Lo ha detto la Garante dell’infanzia e dell’adolescenza della Regione Umbria, Maria Pia Serlupini. “Appena appresa la notizia – prosegue Serlupini - ho ritenuto importante e doveroso informarmi sulla vicenda ed ho appurato che sia l’Ufficio scolastico regionale, che il Tribunale dei minori stanno procedendo all’accertamento di quanto accaduto. Credo sia giusto attendere le conclusioni delle autorità competenti prima di esprimere giudizi in merito, ma comunque si siano svolti i fatti – ha concluso, si ha l’impressione di essere di fronte ad una vicenda inquietante, soprattutto perché ha avuto come ambito la scuola, per antonomasia luogo di educazione e di integrazione di realtà le più diverse tra loro”.
"Il rispetto reciproco è la prima cosa che si deve insegnare a scuola. Per questo, se confermata, la vicenda di Assisi richiede una risposta ferma: la discriminazione e i cattivi insegnamenti non possono trovare spazio tra i banchi di scuola". Lo dichiara, in una nota, la responsabile Scuola e Università di Forza Italia, Elena Centemero. "Chiediamo da tempo di promuovere nei programmi scolastici l'educazione all'affettività perché è proprio nelle scuole che i giovani formano la loro personalità. I ragazzi hanno bisogno di esempi positivi e di un aiuto a maturare al riparo da pregiudizi insensati; solo così possiamo sperare che piaghe come l'omofobia e la violenza sulle donne vengano definitivamente superate", conclude.
"E' gravissimo che un professore colpisca uno studente cosi come sembra essere avvenuto in una scuola di Assisi, ma prima di bere acriticamente le solite bufale mediatiche delle associazioni gay fondamentaliste, sarà il caso di capire se qui è gay il ragazzo o il professore o nessuno dei due o se siamo di fronte soltanto ad un battibecco degenerato. Sono certe invece le insolenze pubbliche di Franco Grillini, presidente di Gaynet Italia nei confronti di Papa Francesco, colpevole di aver detto cose sgradite a chi vuole tappare la bocca a chiunque non intenda allinearsi al pensiero unico LGBT". Lo dice il senatore Ncd Carlo Giovanardi.





Questo è un articolo pubblicato il 19-11-2014 alle 03:35 sul giornale del 19 novembre 2014 - 774 letture

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