Cento colpi in pochi mesi: fermata a Ospedalicchio la 'primula rossa' dei furti

Furto ricettazione 3' di lettura 20/11/2014 - E’ della scorsa notte la notizia del fermo operato dai carabinieri di Assisi nei confronti di un giovane albanese sospettato di fare parte di un sodalizio criminale dedito alla commissione di furti in appartamento. L’accusa è di ricettazione, porto di strumenti od oggetti atti ad offendere e possesso ingiustificato di chiavi alterate e di grimaldelli.

Da settimane i carabinieri sono impegnati in indagini serrate mirate a ricostruire i movimenti di una “banda” che imperversa in tutta la regione a bordo di macchine di alta cilindrata commettendo furti, e tutta una serie di altri reati di natura predatoria. Il bilancio è infatti pesantissimo: oltre un centinaio i furti in appartamento denunciati alle varie forze di polizia, altrettanti i bar ed i negozi svaligiati.
Gli investigatori hanno esaminato i circuiti di videosorveglianza, analizzando e soffermandosi su ogni particolare ritenuto utile ai fini delle indagini. Tante le persone sentite ed in grado di riferire anche sul minimo elemento con la speranza di potere ricostruire i movimenti dei malviventi.
L’appello sulla sicurezza lanciato dai cittadini è stato raccolto dai militari dell’Arma dei carabinieri e per uno di loro, ritenuti dagli inquirenti delle autentiche “primule rosse” dei furti, l’avventura è finita poco dopo le venti di mercoledì sera quando è stato braccato dai Carabinieri del N.O.R.M.
Il giovane si trovava a bordo di una Bmw rubata asportata a Milano giorni addietro. Il tutto si è svolto nella zona industriale di Ospedalicchio appena fuori dal comune di Bastia, dove sono stati consumati furti anche in danno delle aziende del posto. Convinto di potere continuare a farla franca e sicuro che l’oscurità lo facesse passare inosservato è stato fermato dai militari che lo avevano notato aggirarsi attorno ad una Bmw 330XD segnalata più volte dai cittadini e scappata ai posti di controllo messi in atto dalle varie Forze di Polizia in tutto le province dell’Umbria.
L’auto in questione era considerata un autentico “bolide”, impossibile da fermare. L’intervento dei Carabinieri è stato fulmineo e non ha lasciato spazio ad alcuna reazione: l’interessato ha provato anche a fingersi un “normale” cittadino che aveva temporaneamente smarrito la strada. Gli accertamenti fatti dai Carabinieri in borghese hanno permesso di accertare invece che l’auto in uso al ragazzo era provento di furto e che al suo interno vi era una moltitudine di arnesi da scasso, pile, taglierini, ricetrasmittenti usate per intercettare le conversazioni delle Forze dell’Ordine, guanti ed un “mefisto”, verosimilmente usato in passato per evitare di essere ripreso dagli ”occhi” delle telecamere a circuito chiuso di case e degli esercizi commerciali.
Ai suoi polsi sono scattate subito le manette per la ricettazione della macchina e per il possesso di arnesi da scasso. Per lui si sono aperte le porte del carcere. L’accusa è di ricettazione, possesso ingiustificato di chiavi e grimaldelli, porto abusivo di arma e porto di strumenti atti ad offendere. Il fermato nelle prossime ore tenterà di spiegare la propria posizione al Giudice per le Indagini Preliminari di Perugia.
L’operazione messa a segno dai carabinieri è stata il frutto della incessante attività di vigilanza e di controllo del territorio pianificata al fine di arginare il dilagante fenomeno dei furti in abitazione e di altri reati di natura predatoria. Massima è infatti la vicinanza dell’Arma al cittadino e i risultati non si sono fatti attendere.







Questo è un articolo pubblicato il 20-11-2014 alle 15:05 sul giornale del 21 novembre 2014 - 1136 letture

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