Papa Francesco pronto a tagliare 36 diocesi: a rischio anche quella di Assisi

Papa Francesco e Domenico Sorrentino 3' di lettura 24/01/2015 - Se confermata, la notizia avrebbe del clamoroso. Secondo quanto riportato da Il Fatto Quotidiano, infatti, papa Francesco sarebbe intenzionato ad abolire 36 diocesi italiane, dando un taglio netto alle sedi al di sotto dei 90mila abitanti e comportando, così, la diminuzione di una quarantina di vescovi.

Fra queste, con i suoi 88mila abitanti, ci sarebbe anche la diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, presieduta dal vescovo Domenico Sorrentino, che poco più di un anno fa ha accolto il Pontefice nella sua visita alla città del Poverello nel giorno in cui l’Italia celebra il suo patrono nazionale.
Il progetto “Sulla scrivania di Bergoglio - si legge sul quotidiano nazionale - c’è il progetto di riduzione delle 222 diocesi della Cei che prevede l’abolizione delle 36 sedi al di sotto dei 90mila abitanti. Un taglio netto che avrà anche come conseguenza la diminuzione di una quarantina di vescovi italiani che così scenderanno dagli attuali 236 a 200.
A essere abolite e accorpate con le diocesi confinanti - spiega ancora Il Fatto - saranno anche sedi storiche e blasonate come Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, con i suoi 88mila abitanti, le sue 62 parrocchie e i suoi 62 preti, senza contare i 144 sacerdoti religiosi; ma anche San Marino-Montefeltro, con poco più di 61mila abitanti, 81 parrocchie e 50 preti; e una sede mozzafiato come Ischia con 48mila abitanti, 25 parrocchie e 33 sacerdoti”.
Mal di pancia nella Chiesa Stando a quanto riferito da Il Fatto, il progetto di spending review sarebbe sul tavolo già da tempo. “A svelare il progetto, che fino a quel momento era “sub secreto pontificio”, era stato lo stesso Francesco due mesi dopo l’elezione, il 23 maggio 2013, incontrando per la prima volta, nella Basilica Vaticana, tutto l’episcopato italiano. In quell’occasione, parlando a braccio, Bergoglio aveva affidato alla Cei “il dialogo con le istituzioni culturali, sociali, politiche”, ma anche “il lavoro di rendere forti le Conferenze episcopali regionali, perché siano la voce di tutte le regioni, tanto diverse”. E qui il Papa aveva svelato: “Io so che c’è una commissione per ridurre un po’ il numero delle diocesi tanto pesanti. Non è facile, ma c’è una commissione per questo. Andate avanti con fratellanza”. Ma ora che il lavoro è arrivato al termine e che spetta solo a Francesco decidere di dare l’ok definitivo i malumori aumentano”.

Assisi forse salva grazie a San Francesco Una via di salvezza, però, ci sarebbe, come riporta oggi un articolo apparso sul Corriere dell’Umbria. “In questo quadro sostanzialmente definito sulla carta ma che attende una serie di passaggi istituzionali all’interno degli organi di governo vaticani e di rappresentanza dei vescovi italiani - spiega il quotidiano umbro -, Assisi potrebbe comunque continuare a mantere una sua centralità - e forse addirittura vederla accresciuta - grazie all’istituto della cosidetta “prelatura territoriale”. Alla città di San Francesco, così come è già in essere a Pompei e Loreto, verrebbe riconosciuta una sorta di esclusività, individuandola come un’enclave da non comprendere all’interno di alcun confine territoriale. In effetti, caratteri per essere considerata “speciale” Assisi ne ha a iosa. A cominciare dal fatto che è la città natale del patrono d’Italia, oltre all’unicità delle sedi religiose, senza dimenticare tutto ciò che, in termini di amministrazione dei sacramenti e liturgie, comporta la presenza ogni anno di centinaia di migliaia di fedeli che arrivano nei luoghi francescani da ogni parte d’Italia e del mondo. Per le altre diocesi a rischio, si tratterà soltanto di capire a quale sede vescovile si dovrà fare riferimento”.
Nella foto:
papa Francesco e il vescovo di Assisi Domenico Sorrentino nel giorno della visita del pontefice ad Assisi, il 4 ottobre 2013






Questo è un articolo pubblicato il 24-01-2015 alle 11:08 sul giornale del 26 gennaio 2015 - 2159 letture

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