Assisi, sgominata la banda del rame: in manette quattro italiani e due rumeni

Furto rame Assisi 3' di lettura 05/02/2015 - E’ stato necessario un mese e mezzo di indagine per mettere a segno un colpo che ha interamente disarticolato una banda di sei ladri, quattro italiani e due rumeni specializzati nei furti commessi ai danni cantieri edili.

Indagini lunghe un mese È la metà di dicembre, quando una pattuglia dell’Aliquota Radiomobile del Comando Compagnia di Assisi nota una Lancia Y con le portiere aperte ed i sedili abbassati lasciato in sosta nei pressi di una ditta di Bastia Umbra dove poco prima era scattato l’allarme.
Sospettando un'attività criminosa, i militari della compagnia di Assisi, ai comandi del maggiore Marco Sivori, hanno avviato un'attività di monitoraggio della macchina e dei suoi occupanti.
L'ennesimo furto Ma a far scattare l’operazione dei carabinieri, all’una circa della notte tra mercoledì e giovedì, è la presenza della macchina sospetta nei pressi del cimitero sito in località “Maestrello” lungo la S.P. 170 di Perugia. Presenza che ha indotto i militari a ritenere che i malviventi a quell’ora di notte si fossero recati presso il cimitero per commettere un furto di rame, l’ennesimo.
Gli uomini in borghese sono partiti in direzione del cimitero e hanno effettivamente la presenza del veicolo e di due persone che viaggiano a bordo dello stesso. Ma lo scenario è decisamente diverso: i ladri hanno fatto sì razzia di rame, ma lo hanno asportato da una cava di inerti presente nel comune di Umbertide.
E le macchine utilizzate dai malviventi sono tre, una adoperata per commettere il furto e due che si alternano facendo da staffetta alla prima.
La fuga e l'inseguimento Alla vista dei militari e delle altre pattuglie dell’Arma, allertate nel frattempo dalla Centrale Operativa del Comando Provinciale di Perugia, i malfattori in possesso della refurtiva, vistisi braccati, hanno tentato una lunga quanto disperata fuga finita in un inseguimento a sirene spiegate per le vie del centro abitato di “San Marco”, terminato quando ormai i conducenti del mezzo a bordo del quale viaggiano anche dieci quintali di “oro rosso” vengono indotti a fermarsi dai militari e, nonostate qualche calcio e pugno da parte dei malviventi, traggono in arresto i membri della banda.
Le perquisizioni effettuate presso gli autoveicoli e le abitazioni in uso ai componenti della banda consentono di rinvenire e sequestrare attrezzi atti allo scasso, taglierini, guanti, passamontagna, torce elettriche, ricetrasmittenti ed un dispositivo artigianale che permetteva ai ladri di accertare se nei cavi di rame fosse presente la tensione o meno (ovvero il kit del “ladro perfetto”).
Nelle abitazioni del gruppo, domiciliati perlopiù a Olmo, a Perugia, i militari hanno trovato centinaia di attrezzi asportati dai cantieri edili di Perugia e provincia, utensili per l’edilizia, estintori, generatori di corrente e moltissimo altro materiale che i carabinieri di Assisi stanno ancora inventariando e sulla cui provenienza gli uomini dell’Arma stanno svolgendo i primi accertamenti.
In casa anche la cocaina Ma oltre a due furgoni carichi di refurtiva, gli uomini del N.O.R.M. in occasione di una perquisizione domiciliare rinvengono anche cinque grammi di cocaina, bilancini di precisione e quant’altro possa servire per confezionare lo stupefacente. Uno di loro, italiano, dovrà rispondere anche di detenzione ai fini di spaccio. Gravi le accuse: furto aggravato in concorso, ricettazione, porto abusivo di chiavi e grimaldelli e possesso di droga. I sei, tutti associati presso la Casa Circondariale di Perugia “Capanne”, forniranno al Magistrato la loro versione dei fatti nei prossimi giorni. Gli interrogatori dell’Autorità Giudiziaria perugina sono previsti infatti per le giornate di venerdì e sabato.







Questo è un articolo pubblicato il 05-02-2015 alle 11:52 sul giornale del 06 febbraio 2015 - 721 letture

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