Bastia Umbra: progetto carbon footprint, i dubbi di Simona Carosati

Simona Carosati 3' di lettura 17/02/2015 - Il 2 Luglio 2013, il comune, nella persona del Sindaco, ha sottoscritto un Accordo volontario con il Ministero dell’Ambiente avente come obiettivo quello di favorire, in materia di sostenibilità ambientale, la sperimentazione e la messa a punto di metodologie ed esperienze riproponibili con l’obiettivo di realizzare un modello di “Comune Sostenibile”.

A tal proposito, come sicuramente i cittadini ricorderanno, in autunno, il nostro comune è stato menzionato dalla RAI in una trasmissione che porta avanti “Inchieste forti e puntuali su malcostume e malaffari”.
Tutti noi avremmo preferito essere citati per altri meriti.
Tuttavia, a distanza di alcuni mesi oramai, davanti al silenzio assordante di questa amministrazione -che avrebbe dovuto almeno darci delle spiegazioni- sono stata costretta a chiedere alla maggioranza di governo di fare luce su questa vicenda tramite un’interrogazione.
Nella puntata di Report del 16 novembre 2014 (che tutti possono rivedere nel sito www.report.rai.it) è emerso che Bastia Umbra è stato uno dei due comuni italiani che ha stretto rapporti con una ditta “che avrebbe fatto da intermediario con il Ministero dell’Ambiente”. Secondo l’inchiesta la ditta farebbe capo alla compagna di Corrado Clini, (ex ministro dell’Ambiente ed ex. Direttore Generale del Ministero dell’Ambiente) che dovrà rispondere a marzo dell’accusa di corruzione.
Senza voler dare alcun giudizio, saranno gli organi competenti a farlo, ho ritenuto doveroso, considerando quanto emerso nella trasmissione, chiedere quale sia stato il rapporto tra Amministrazione e ditta GRUPPO REM Srl e il perché si è reso necessario rivolgersi a tale società, con un affidamento diretto, per l’attuazione di parte del progetto, visto peraltro che è possibile sottoscrivere l’Accordo con il Ministero in maniera diretta, senza mediazioni di terzi, e che lo stesso Accordo dettaglia chiaramente le Fasi e le attività da svolgere nel piano di lavoro. Ho anche chiesto di chiarire quale è stata la procedura di selezione della ditta GRUPPO REM Srl; il dettaglio dell’impegno di spesa totale previsto per l’attuazione del progetto e l’impegno di spesa suddiviso per attività e per soggetti (Gruppo Rem, CIRIAF-Centro Interuniversitario di Ricerca sull’Inquinamento da Agenti Fisici Mauro Felli.”). Anche perché per far fronte agli importi necessari si è attinto al fondo di riserva!
L’Amministrazione ha chiarito che c’è stato un impegno di spesa totale di circa 40 mila euro. L’Assessore Fratellini ha spiegato che il GRUPPO REM Srl e l’Università avrebbero fatto al comune la proposta di partecipare a tale progetto e la Gruppo REM avrebbe fatto da intermediario con il Ministero per l’Attuazione della I FASE per una spesa di circa 21.000 euro. Mentre il CIRIAF, per reperimento ed elaborazione dei dati avrebbe dovuto ricevere circa 9.150 euro (ad oggi liquidato il 50%). Altri 9.170 euro sarebbero destinati al compimento della II FASE cioè la redazione del Piano Energetico Ambientale.
Credo che l’Amministrazione, ancorchè in buona fede, si sia fidata ed abbia fatto delle scelte dimostrando un po’ di supeficialità nella gestione del caso e nell’utilizzo degli importi prelevati, lo ribadiamo, dal fondo di riserva.
Sembrerebbe che il Ministero voglia portare avanti il Progetto nominando nuovi soggetti, e che sarà necessario un maggiore intervento dell’Università. Auspico che, senza aumenti di spesa, si possa giungere al termine delle FASI previse dal Progetto.

da Simona Carosati
Capogruppo consiliare Bastia per Te





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 17-02-2015 alle 03:44 sul giornale del 17 febbraio 2015 - 596 letture

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