Basilica di Assisi, l'allarme su Repubblica: ''A rischio gli affreschi di Giotto''

3' di lettura 20/02/2015 - Gli affreschi di Giotto, Simone Martini e Pietro Lorenzetti, inestimabile patrimonio artistico che tappezza le pareti e le volte della basilica di San Francesco, sarebbero in pericolo. A lanciare l’allarme, in un articolo pubblicato su Repubblica, è Tomaso Montanari, storico dell'arte e professore associato di Storia dell'arte moderna presso l'Università degli studi di Napoli.


Secondo quanto scrive lo storico dell'arte, “la Direzione Generale per le Belle Arti del Ministero per i Beni Culturali - ora guidata dall'architetto Francesco Scoppola, già direttore proprio dell'Umbria - è "allarmatissima", ed ha disposto un sopralluogo i cui esiti non sono stati affatto rassicuranti. L'attenzione si è concentrata sulla manutenzione degli affreschi di Lorenzetti, attualmente in corso nel transetto sinistro della Basilica inferiore, e sulla pulitura del paramento di pietra del Subasio. Le parti di quest'ultimo già restituite alla vista sono scioccanti: un effetto "pizzeria" che contrasta violentemente con le zone sulle quali non si è ancora intervenuti. Ma a preoccupare è soprattutto ciò che si vede dall'altra parte del transetto, e nella cappella di San Nicola. Qui il restauro si è già concluso, ed è possibile valutarne gli effetti. Che - per chiunque conoscesse bene questi affreschi - sono impressionanti: non siamo più di fronte alle stesse opere. Qui è attiva la bottega di Giotto, intorno al 1315: e almeno nella Crocifissione è possibile ravvisare un suo stesso intervento. Ebbene, proprio il celebre gruppo della Madonna che sviene ai piedi della Croce ha ora una scalatura cromatica e un chiaroscuro completamente diversi da quelli noti. Accanto, le sublimi mezze figure di Santi affrescate poco dopo (1317-19) da Simone Martini sono ancor più cambiate: appiattite, e prive di alcuni dettagli della decorazione. E la Madonna al centro del trittico nella Cappella di San Nicola ha completamente (e irreversibilmente) perso il suo manto”.
Sempre su Repubblica, il custode del Sacro Convento di Assisi, padre Mauro Gambetti, parla di “polemiche pretestuose e infondate”. “I restauri della Basilica – afferma – sono stati sempre autorizzati, verificati e apprezzati dalle autorità competenti. A compiacersi dell’esito del restauro fu persino il professor Lorenzo Ornaghi, ministro dei Beni Culturali del governo Monti, quando nel corso del 2013 inaugurò la fine dei restauri insieme all’allora Dirigente regionale Francesco Scoppola e al Soprintendente Fabio De Chiririco”.
Sul sopralluogo dei tecnici del ministero, Gambetti chiarisce che “alla fine del sopralluogo non ci è stato mosso nessun rilievo ufficiale. Strano che ora, a settimane di distanza, qualcuno si dica allarmato. Perchè durante il sopralluogo non ci è sarebbe stato fatto nessun rilievo?. La verità - aggiunge poi - è che tutto l’intervento, condotto dal restauratore capo Sergio Fusetti, maestro universalmente stimato per la sua alta competenza e passione, è stato svolto sempre con l’autorizzazione della Sovrintendenza dei Beni culturali dell’Umbria che, dopo aver seguito passo passo il restauro, ha apprezzato il risultato finale. Quell’intervento fu accompagnato con interesse anche dal Dott. Giuseppe Basile dell’Istituto Superiore Centrale per il Restauro, recentemente deceduto. Comunque – conclude – se l’attuale ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini vorrà farci visita come i suoi predecessori saremo lieti di accoglierlo in qualsiasi momento”.


Qui l'articolo integrale di Tomaso Montanari su Repubblica.it.
Qui le foto del prima e dopo il restauro.






Questo è un articolo pubblicato il 20-02-2015 alle 03:52 sul giornale del 20 febbraio 2015 - 830 letture

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