Allarme restauri ad Assisi? I frati non ci stanno: ''Polemiche pretestuose e infondate''

Mauro Gambetti 20/02/2015 - “Polemiche pretestuose e infondate”. I frati del Sacro Convento non ci stanno. E' quanto si legge in un'intervista di Orazio La Rocca per Repubblica riportata sul sito dei frati di Assisi Sanfrancesco.org dopo il polverone alzato da un articolo a firma dello storico dell'arte Tomaso Montanari, riferendo di presunti “allarmismi” del ministero sul restauro degli affreschi custoditi all’interno della basilica di San Francesco di Assisi.

“I restauri della Basilica sono stati sempre autorizzati, verificati e apprezzati dalle autorità competenti”, risponde padre Mauro Gambetti, custode del Sacro Convento di Assisi. E a chi – come la Direzione generale delle Belle Arti – si dice “allarmatissima” per la Cappella di San Nicola, ricorda che “a compiacersi dell'esito del restauro fu persino il professor Lorenzo Ornaghi, ministro dei Beni Culturali del governo Monti, quando nel corso del 2013 inaugurò la fine dei restauri insieme all’allora Dirigente regionale Francesco Scoppola e al Soprintendente Fabio De Chiririco”.
Padre Mauro Gambetti, eppure stando a quanto sta emergendo dopo l'ispezione dei tecnici della Direzione generale dei Beni Culturali le notizie non sarebbero rassicuranti.
“E' vero che un paio di settimane fa c'è stata la visita di due tecnici del ministero. Visita che, come frati francescani, abbiamo accolto con piacere e disponibilità, senza nessuna preclusione. Ci è sembrato essere un segno di attenzione e di interessamento. Alla fine del sopralluogo non ci è stato mosso nessun rilievo ufficiale. Strano che ora, a settimane di distanza, qualcuno si dica allarmato. Perchè durante il sopralluogo non ci è sarebbe stato fatto nessun rilievo?”.
L'allarme riguarda in particolare la Cappella di San Nicola, per la quale i tecnici del ministero parlano di “effetto pizzeria” per un restauro che avrebbe danneggiato i colori e le figure dei santi.
“Noi non abbiamo ricevuto alcuna comunicazione del genere, ma mi pare strano che a due anni di distanza emerga tale rilievo per la Cappella di San Nicola, dove nel corso dell’ultimo sopralluogo i due tecnici mi risulta che non siano nemmeno entrati. In parte mi ripeto, se i lavori furono apprezzati in corso d’opera dal Ministro Galan e dai suoi collaboratori e, alla fine dei restauri della Cappella, dallo staff del ministro dei Beni culturali Ornaghi, un motivo ci sarà. La verità è che tutto l'intervento, condotto dal restauratore capo Sergio Fusetti, maestro universalmente stimato per la sua alta competenza e passione, è stato svolto sempre con l'autorizzazione della Sovrintendenza dei Beni culturali dell'Umbria che, dopo aver seguito passo passo il restauro, ha apprezzato il risultato finale. Quell’intervento fu accompagnato con interesse anche dal Dott. Giuseppe Basile dell’Istituto Superiore Centrale per il Restauro, recentemente deceduto”.
Per preservare e restaurare affreschi di maestri come Giotto, Cimabue, Martini, Lorenzetti non sarebbe meglio far seguire i lavori da una commissione internazionale di esperti che affianchi i maestri restauratori della Basilica?
“Il Sacro Convento è una casa aperta. I suoi tesori artistici da sempre sono custoditi da équipe di tecnici di altissima competenza. Per quanto mi risulta, hanno lavorato nelle Basiliche fin dagli anni ’70 l’Istituto Superiore Centrale del Restauro e la Sovrintendenza dell’Umbria. Dal terremoto del 1997 in poi il maestro Fusetti, che gode della fiducia della Sovrintendenza da oltre 40 anni, ha collaborato in qualità di Direttore tecnico con l’Istituto Centrale per interventi di restauro, sia nella nostra Basilica che in altri monumenti italiani, come la Cappella degli Scrovegni. Tutte le autorità competenti sia a livello regionale che nazionale ci hanno sempre affiancato, seguito, consigliato all'occorrenza e hanno verificato i risultati finali con i loro esperti. Una commissione internazionale, per la stima che nutro verso la professionalità e la capacità artistica dei nostri connazionali, mi pare del tutto superflua. Vorrei però sottolineare che, dopo i grandi restauri post terremoto, gli affreschi della Basilica vengono costantemente sottoposti ad una attenta opera di manutenzione a prezzo di enormi sacrifici dei tecnici e della comunità francescana, interventi che attualmente gravano sul bilancio dello Stato italiano solo in parte”.
Sembra, comunque, che la commissione tecnica sia intenzionata a chiedere il blocco dei restauri del Sacro Convento.
“Sarebbe strana una richiesta del genere ad appena qualche settimana dal sopralluogo della stessa commissione tecnica, sopralluogo che si concluse senza rilievi e senza critiche. Non vorrei che anche ai restauri della Basilica possa toccare il destino dei restauri della Cappella Sistina, fatti oggetto a suo tempo di critiche feroci ed in seguito rivelatesi ingiuste e pretestuose. La Sistina è sempre lì in tutto il suo splendore ammirata ogni giorno da migliaia di visitatori. Come pure gli affreschi di Giotto, Cimabue e degli altri artisti presenti nelle due Basiliche francescane. Affreschi che i frati preserveranno con cura e grande amore affidandosi sempre a tecnici di altissima competenza. Comunque, se l'attuale ministro dei Beni Culturali Dario Franceschini vorrà farci visita come i suoi predecessori saremo lieti di accoglierlo in qualsiasi momento”.

Repubblica e le foto scattate con il cellulare
Assisi affresco basilica“Le foto pubblicate da Repubblica sul cartaceo e sull'online - si legge in un articolo della redazione di Sanfrancesco.org - si riferiscono ad affreschi che non vengono restaurati dal 1968 e non fanno parte della Cappella di San Nicola. Quindi come è possibile fare un confronto PRIMA E DOPO??? Va detto inoltre che le opere d'arte vanno fotografate secondo dettami e regole ben precise e non da un cellulare, come ci è stato riferito. Rimaniamo stupiti da quanto riportato”.
«Ma a preoccupare è soprattutto ciò che si vede dall’altra parte del transetto, e nella cappella di San Nicola. Qui il restauro si è già concluso, ed è possibile valutarne gli effetti. Che — per chiunque conoscesse bene questi affreschi — sono impressionanti: non siamo più di fronte alle stesse opere...»
“Queste - prosegue la redazione online del sacro convento - sono le parole uscite su Repubblica che traducono le preoccupazioni di Scoppola, Zanardi e lo stesso Montanari autore dell'articolo sul restauro della Cappella di San Nicola nella Basilica di San Francesco d'Assisi.
Lo stesso Zanardi in un articolo del 19 novembre 2012 sul Giornale dell'Arte commenta il restauro della Cappella di San Nicola in questo modo: "Dopo tre anni di lavori si è concluso il restauro degli affreschi di Giotto alla Cappella di San Nicola nella Basilica inferiore di Assisi. Restauro molto complesso, benissimo eseguito da Sergio Fusetti e i suoi; diretto daVittoria Garibaldi, soprintendente ai Beni culturali dell’Umbria fino a luglio 2011, è stato inaugurato dall'attuale soprintendente, Fabio De Chirico".
Ma come mai il direttore Generale per le Belle Arti del Ministero per i Beni Culturali, Francesco Scoppola, presente all'inaugurazione di quasi 3 anni fa della Cappella di San Nicola solo adesso critica quei lavori e nel 2012 non aveva mosso alcuna rimostranza?”.


Nella foto:
uno degli affreschi nella basilica (foto di Andrea Cova, 19.02.2014 luce naturale no ritocco)







Questo è un articolo pubblicato il 20-02-2015 alle 17:12 sul giornale del 21 febbraio 2015 - 1041 letture

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