Bilancio, critiche dalla lista Bartolini: ''Più tasse anche nel 2015, nulla per l'occupazione''

Soldi generico 2' di lettura 11/06/2015 - Tasi anno 2014, la previsione di entrata era stata 4.015.000 euro. Tasi anno 2015, la previsione di entrata è pari a 4.900.000. Incremento di 885.000 euro. È quanto si legge a pagina 2 del bilancio di previsione anno 2015 proposto dagli amministratori di Assisi.

Quindi ancora più tasse sugli immobili in Assisi già gravati, a causa delle più alte rendite catastali rispetto agli altri comuni dell'Umbria e delle aliquote massime applicate dall'amministrazione. Il risultato è una sciagurata tassazione mal sopportata dai cittadini del nostro territorio, ma sempre negata dagli amministratori. Il singolare comunicato stampa (scaricabarile) di questi giorni del vicesindaco e assessore alle finanze Lunghi, riportato dai quotidiani “rimane alta la pressione tributaria sugli immobili, ma non per le aliquote applicate dal comune ma per l'alto valore delle rendite catastali”, non tranquillizza affatto sulla volontà “tassatoria”. Infatti, attribuire la colpa dell'elevata tassazione alle rendite catastali e non anche alla massima aliquota applicabile ed applicata per l’Imu e la Tasi del 10,60 per mille, lascia, a dir poco, perplessi.
Occorre ricordare che la Tasi è un'imposta assoggettabile a riduzioni ed esenzioni, purché il Comune lo voglia. (Bastia ad esempio sta al 9,60 per mille). Ormai tutti sono a conoscenza che una politica di sostegno ai bisogni delle famiglie è proprio quella di diminuire la tassazione ormai insopportabile. Altresì diminuirla alle imprese è condizione indispensabile per incrementare gli investimenti, rendere più efficiente la produzione e creare nuovi posti di lavoro per diminuire la disoccupazione, ormai giunta a percentuali inaccettabili, sia per coloro che hanno perso il posto, che per i giovani che non hanno mai lavorato. Una diminuzione della Tasi alle nuove imprese che volessero insediarsi nel nostro territorio potrebbe essere un elemento incentivante. Le risorse si trovano. Una nostra proposta è: meno sprechi, diminuzione delle spese clientelari e istituzione anche in Assisi della tassa di soggiorno che è a carico di turisti, come la pagano tutti gli assisani che pernottano in altri comuni italiani. Infatti è giusto che le spese per i servizi del turismo, quali più manutenzioni, più vigili urbani, più nettezza urbana, ed altro, siano a carico degli ospiti e non degli impiegati, pensionati, insegnanti e quanti altri del nostro comune che non traggono alcun beneficio dal turismo né direttamente né indirettamente. Una parte degli introiti della tassa di soggiorno dovrebbe essere utilizzata per elaborare un piano serio, che non c'è mai stato in Assisi, per incrementare il comparto turistico, un’altra per dare un taglio alla Tasi di circa il 30%, portando un po' di sollievo alle tasche di cittadini e imprese.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 11-06-2015 alle 03:58 sul giornale del 11 giugno 2015 - 589 letture

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