Scuola: l’innovazione avanza all’istituto Polo-Bonghi, seconda prova supertecnologica

Internet 5' di lettura 23/07/2015 - All’Istituto d’Istruzione Superiore “M. Polo – R. Bonghi” di Assisi una grande novità: la seconda prova dell’esame di stato, svoltasi il 18 giugno 2015, è stata affrontata dai candidati del corso “Costruzioni, Ambiente e Territorio” non con i tradizionali strumenti del disegno tecnico, ma con software per disegno assistito da computer (CAD), in due laboratori dotati di postazioni collegate in rete a stampanti o plotter.

È un risultato importantissimo: non solo perché, fra le scuole omologhe della provincia di Perugia, il “Polo-Bonghi” è l’unica ad aver organizzato così la seconda prova dell’esame, ma anche e soprattutto perché tale esperienza corona almeno un quindicennio di studio e sperimentazione all’interno di questo istituto assisano. Un altro coronamento era giunto per l’istituto poco prima, ad aprile, con il 1° posto di Alessandro Masci (classe IV A C.A.T.) alla fase nazionale delle CAD Olympics a Rovereto; il giovane campione è poi andato in trasferta a Novo Mesto (Slovenia) insieme al proprio ‘trainer’ e docente di Topografia Leonardo Papini, per partecipare alla conclusiva fase europea della competizione studentesca, nella quale si è classificato 7°.
Da parecchi anni ormai nei corsi scolastici di Progettazione e di Topografia, e certamente non solo ad Assisi, si è dato largo spazio ai programmi CAD. D’altronde è noto che non è rimasto un solo ingegnere, architetto o geometra che disegni con carta e matita. Sono andati inesorabilmente in soffitta gli strumenti usati dai professori che insegnarono ai docenti di oggi: le squadrette, la riga a T, i curvilinei, i cerchiometri, i trasferibili, le matite (con le più svariate gradazioni: 2H, HB, 3B,…), i pennini a china, graphos o rapidograph, i rotoli di carta lucida, il tecnigrafo da far scorrere sul tavolo da disegno, inclinato, per tracciare linee diritte e parallele; aggiungiamo l’indispensabile “lametta”, ovvero una comune lametta per barba che serviva a grattare i fogli di carta lucida e correggere gli errori quando ormai, ahimè, si era ripassato a china.
Con l’avvento dei programmi, ora di uso comunissimo, di disegno assistito da computer è cambiato radicalmente il modo di lavorare. I tecnici, con percorsi diversi e più o meno lunghi, hanno tutti approcciato le nuove tecniche e abbandonato progressivamente, ma alla fine in modo totale, carta e matite. L’inizio del fenomeno può essere datato attorno al 1990. Per quanto riguarda le scuole, man mano che avanzava il grado di preparazione degli insegnanti (i quali – va detto – si sono più che altro aggiornati per propria cura e a proprie spese), si è iniziato a far lavorare i ragazzi con le nuove tecniche, previo impianto o adeguamento degli idonei mezzi informatici. In realtà il passaggio alle nuove tecniche non dappertutto è avvenuto con la stessa velocità, proprio perché spesso i docenti avevano difficoltà ad aggiornarsi. Inoltre alcuni insegnanti sostenevano che fosse inutile insistere sull’uso dei programmi CAD a scapito del disegno “a mano” quando poi all’esame di stato la prova progettuale sarebbe stata svolta con tecnica tradizionale. Questo argomento non era privo di fondamento e quindi per diversi anni si è cercato di far disegnare i ragazzi in ambedue i modi, dando al biennio una solida conoscenza delle tecniche di disegno di base (proiezioni ortogonali, assonometria, prospettiva) tramite esercitazioni con carta e matita, per poi presentare le nuove tecniche legate al CAD.
Ora però la situazione è cambiata: a giugno arrivavano per la prima volta all’esame di stato delle V classi dei corsi di studio previsti dalla “riforma Gelmini”; in quest’occasione la struttura della seconda prova scritta è stata, nei vari indirizzi, modificata; per il corso C.A.T. e nella disciplina “Progettazione, Costruzioni e Impianti” è stato espressamente consentito ai candidati di avvalersi, a discrezione, dei metodi tradizionali di disegno o del CAD. Quando il MIUR, invero con scarso anticipo rispetto all’esame, ha comunicato tale novità, gli insegnanti del “Polo-Bonghi” hanno pensato che il grande salto era finalmente possibile: ne hanno quindi informato i ragazzi delle due classi terminali del corso C.A.T. i quali, con entusiasmo, hanno acconsentito a rimettere in discussione il proprio percorso di preparazione, affrontando anche simulazioni d’esame non previste in partenza. Al momento dell’insediamento della commissione d’esame, con la preziosa collaborazione dei tecnici di laboratorio, sono state preparate le aule: occorreva assicurare la “pulizia” di ogni computer ed escludere qualsiasi forma di comunicazione fra un computer e l’altro (tassativamente escluso, ovviamente, anche l’uso di Internet); allo stesso tempo ogni computer doveva essere connesso alla stampante in modo che fosse possibile e rapida la stampa delle decine di elaborati che, una volta firmati, sarebbero stati consegnati alla commissione d’esame. Essa era presieduta dal prof. Franco Buriani, proveniente dal liceo “Sigismondi” di Nocera Umbra, felice di rappresentare un’eccezione ‘tecnologica’ nel panorama provinciale; ma come “membri interni” ne facevano parte anche tre docenti di quello staff che, nella locale istruzione tecnica, da tanto tempo ha puntato sul CAD e sull’informatizzazione: l’arch. Maurizio Palazzetti, l’ing. Romualdo Landrini e il già nominato ing. Papini.
Con una certa apprensione si è alfine arrivati al 18 giugno, giorno della prova: quello che sicuramente non cambia e non cambierà mai è l’ansia dei ragazzi al momento dell’apertura della busta! Poi si sono messi al lavoro, davanti a monitor e tastiera, e alla fine tutto è andato come si sperava, con alcuni compiti perfino valutati con il massimo dei voti (15 punti) e con un’altra nutrita pattuglia di lavori comunque pregevoli (13 o 14 punti). Di certo tutti, anche coloro che hanno realizzato progetti meno buoni, hanno lavorato con impegno, facendo segnare un piccolo ma significativo passo nell’innovazione della scuola pubblica italiana, alla quale tutti noi teniamo tanto.
Ing. Marco Vagni
(docente di Progettazione, Costruzioni e Impianti presso il corso C.A.T. dell’Istituto “M. Polo – R. Bonghi” di Assisi)






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 23-07-2015 alle 03:45 sul giornale del 23 luglio 2015 - 1004 letture

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