Eugenio Allegri e Ramberto Ciammarughi portano a L'Aquila una Laude per frate Francesco

Ramberto Ciammarughi ed Eugenio Allegri 2' di lettura 08/12/2015 - Nel pomeriggio di ieri, martedì 8 dicembre, sul palco dell’Auditorium del Parco de L’Aquila sono saliti due importanti nomi del panorama teatrale e musicale italiano: Eugenio Allegri e Ramberto Ciammarughi, che hanno dato voce e suono ad “Una Lauda per Frate Francesco”.

Un appuntamento di rilievo voluto e sostenuto dall’Imprenditore edile Giuseppe Alagna di Assisi, nella consapevolezza che un territorio colpito da una catastrofe come il terremoto ha bisogno, oltre che di una ricostruzione materiale anche di una ricostruzione culturale e sociale. L’evento nasce quindi dalla collaborazione tra l’impresa edile Giuseppe Alagna e la l'Ente Musicale Società Aquilana “B. Barattelli” e vuole essere un momento di condivisione con la cittadinanza aquilana: un ponte fra l'Umbria e l'Abruzzo, fra Assisi e L'Aquila.
Il maestro Ciammarughi, che in questa occasione ha rivestito il triplice ruolo di pianista, compositore e drammaturgo, commenta: «San Francesco, nelle pagine che ci ha lasciato si è premurato di liberare la luce delle sue laudi verso ogni direzione. Laudi all'altissimo creatore, ma anche alle cose più semplici di questo mondo. ..e con ciò ha regalato all'umanità un nuovo significato da dare all'esistente».
Una drammaturgia, quella di Ciammarughi, che ricomprende oltre a delle proprie riflessioni anche alcuni Fioretti e il Cantico di Frate Sole e che è stata scritta per Eugenio Allegri, quell’Allegri che per oltre 500 volte ha dato voce e corpo a Novecento di Alessandro Baricco.
Insieme a quella di Giuseppe Alagna partecipano alla realizzazione dell’evento altre imprese quali Marini Edilizia, Dipa, Umberto Bologna s.r.l., Masciolini, Anne's Italy. Aziende, guidate da persone che condividono lo stesso impegno di Alagna che così si racconta: «Ho appreso l'arte della muratura da giovane, appena trasferitomi in Umbria con mia moglie Anne, insegnate e guida turistica americana, lavorando con gli artigiani locali che ristrutturavano case coloniche o lavoravano con la pietra di Assisi nei centri storici. Venendo dalle fabbriche di Milano, è stato un lavoro che mi ha coinvolto subito. Richiede pazienza, determinazione, fatica, ma anche creatività, attenzione al dettaglio e collaborazione con gli artigiani».





Questo è un comunicato stampa pubblicato il 08-12-2015 alle 14:51 sul giornale del 09 dicembre 2015 - 607 letture

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