Cannara: messa in sicurezza idraulica, la replica di Gareggia

Fabrizio Gareggia 3' di lettura 22/12/2015 - In merito alle recenti affermazioni apparse giorni scorsi a firma della signora Giovanna Petrini e del signor Fiorello Turrioni, pur ritenendo le stesse assolutamente infondate ingiustificate, credo sia opportuno chiarire alcuni aspetti.

Non è infrequente che questi due signori, pur rappresentando la parte più buia della storia recente di Cannara, si intitolino meriti che non gli appartengono al solo scopo di giustificare anni di cattiva amministrazione e di risultati pressoché inesistenti. Con particolare riferimento alla messa in sicurezza idraulica del territorio comunale, credo che Petrini e Turrioni non possano in alcun modo fregiarsi del risultato: in primo luogo perché il progetto è stato interamente finanziato dalla Regione Umbria e realizzato dal Consorzio di Bonifica, ma soprattutto perché ci sono documenti che attestano chiaramente come questi, pur essendo stati invitati come amministrazione comunale ad esprimersi in merito alle soluzioni progettuali proposte, non si siano addirittura presentati ovvero quando presenti (rappresentati da un tecnico comunale) non abbiano detto alcunché di rilevante.
Questo comportamento è indicativo del vero e proprio menefreghismo di questi signori rispetto al paese, che evidentemente per loro ha rappresentato esclusivamente un'occasione per poter contare su uno stipendio e su diversi benefits.
La cosa ancor più incredibile è che subito dopo aver perso le elezioni, evidentemente non conoscendo neanche il progetto che avevano avallato ed approvato, durante la realizzazione dell’ultima opera prevista, vale a dire lo sbarramento sul canale della Accolta, hanno tentato di far passare quell'opera come una diretta responsabilità della nuova amministrazione che si era insediata solo da alcuni giorni.
In tutto questo la cosa più triste è che la premiata ditta Petrini e Turrioni cerca di convincere i cittadini che il problema della esondabilità sia stato definitivamente risolto per merito loro, quando in realtà, le opere realizzate hanno solo mitigato il rischio idraulico, con benefici per la sicurezza della popolazione, ma limitati effetti sulle potenzialità urbanistiche ed edilizie del territorio. Per riacquistare la piena libertà di costruire e ristrutturare a Cannara sarebbero necessari interventi faraonici sul reticolo fluviale secondario che sarebbe oltremodo utopistico pensare di realizzare oggi. Petrini e Turrioni invece di raccontare favole spieghino perchè non hanno preventivamente e adeguatamente informato la cittadinanza sull'impatto paesaggistico che queste opere avrebbero avuto e, in secondo luogo, perché non hanno rappresentato gli interessi dei cittadini di Cannara in un tavolo tecnico nel quale si decidevano le sorti di un intero territorio.
Grazie all’incapacità del duo Petrini - Turrioni, quando il mercato immobiliare era in pieno sviluppo e l’edilizia conosceva i suoi momenti migliori (il decennio ‘97- ‘07), pur non essendoci il PAI a Cannara non si poteva costruire nè ristrutturare nulla. Non sono stati neanche capaci di realizzare un piano regolatore e pochissimi sono stati gli interventi di ricostruzione post-sisma. Così oggi, visto che loro se la sono dormita beatamente pascendo sulle spalle della gente, è entrato in vigore il PAI che, di fatto, blocca definitivamente l’edilizia (come se non bastasse già la crisi economica) e pone una serie stringente di vincoli al futuro sviluppo urbanistico di Cannara. Vincoli che chiaramente condizioneranno pesantemente il nuovo piano regolatore.
La nostra amministrazione sta cercando di porre rimedio a questa situazione, ma alcuni dei danni fatti non si possono riparare. E i responsabili hanno nome e cognome, anche se si firmassero come un fantomatico comitato cittadino.






Questo è un comunicato stampa pubblicato il 22-12-2015 alle 03:53 sul giornale del 22 dicembre 2015 - 379 letture

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