Assisi, conventi come alberghi: la denuncia su Striscia la Notizia

Striscia la Notizia ad Assisi 07/01/2016 - Camere dotate di tutti i comfort e posizione centralissima, tutto questo a prezzi modici: venti o trenta euro a notte. Non stiamo parlando di alberghi, ma conventi e strutture di accoglienza gestite da orgini religiosi che, come mostra un servizio andato in onda su Striscia la Notizia di lunedì 4 gennaio, si comportano come vere e proprie strutture ricettive, senza però esserlo realmente.

Il servizio, realizzato dalla corrispondente Chiara Squaglia su segnalazione di alcuni albergatori locali anonimi, fa emergere una realtà che ad Assisi è ben nota: conventi e strutture religiose che fanno accoglienza ai pellegrini e semplici turisti comportandosi come veri e propri alberghi, ma a prezzi ben più bassi, senza gli oneri delle strutture ricettive e, talvolta, senza rilasciare regolare ricevuta. Una concorrenza sleale, denunciano gli albergatori, che mette in seria difficoltà le attività ricettive locali considerato, soprattutto, che “gli ordini religiosi sono una lobby molto influente anche sul piano politico, con cui è meglio non entrare in conflitto”.
Voce agli albergatori Per capire che aria tira davvero, il servizio (qui l'estratto completo) si apre raccogliendo gli umori di alcuni albergatori, i quali affermano che i religiosi sono avvantaggiati perché non pagano le tasse, al contrario delle attività ricettive le quali, peraltro, non hanno ricevuto fondi in seguito al terremoto al contrario di alcune strutture religiose, che hanno così potuto investire sulla propria ristrutturazione.
I conventi - sottolinea inoltre un'albergatrice - si mascherano come case di accoglienza quando in realtà sono alberghi veri e propri dove il turista viene accolto, dietro, chiaramente, una remunerazione e con listini prezzi specifici”. Una pratica che, evidentemente, non rispecchia lo spirito della Chiesa e soprattutto il monito di papa Francesco per una Chiesa “povera”.
Trenta euro a notte Fingendosi quindi alla stregua di normali turisti, lo staff di Striscia si è infiltrato nelle case di accoglienza religiose mostrandone l'aspetto di hotel stellati, le ampie reception e tutti i comfort di cui le strutture sono dotate. A prezzi decisamente modici: 25 o 30 euro, consegnati in contanti senza però ricevere nessuna ricevuta in cambio. Il servizio si conclude con l'auspicio che “soprattutto nella città del Poverello, tutti possano lavorare alle stesse condizioni in un regime di sana competizione”.
Le reazioni Dalla messa in onda del servizio, il 4 gennaio scorso, in città non si parla d'altro. Pur giudicando il servizio molto “soft”, su pagine e gruppi social - da Facebook a Whatsapp - i cittadini ritengono che sia giunto il momento, per chi amministra o amministrerà da qui a pochi mesi, di aprire questo “vaso di Pandora” avviando finalmente un serio e costruttivo confronto con le realtà religiose.





Questo è un articolo pubblicato il 07-01-2016 alle 02:31 sul giornale del 07 gennaio 2016 - 1097 letture

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